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Viterbo - Comune - Chicco Moltoni (Gal) contrattacca

“Querelo la consigliera Minchella”

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Chicco Moltoni

Chicco Moltoni 

Viterbo – (g.f.) – “Querelo la consigliera Martina Minchella. Di solito prima lo faccio e poi lo dico. Stavolta è il contrario”.

Chicco Moltoni (Gal) pare deciso. Sono passate poche ore dalla seduta di consiglio comunale saltata per mancanza del numero legale.

Si sarebbe dovuto discutere della sua decadenza da consigliere per la vicenda Cev. Le assenze in maggioranza e l’uscita dell’opposizione hanno fatto venire meno i numeri. Il presidente del consiglio Ciorba ha annunciato la riconvocazione della seduta, mentre Martina Minchella, consigliera Pd, in un comunicato ha attaccato i sette colleghi assenti e chi se n’è andato. Tirando in ballo la casta.

Perché pensa di querelare Martina Minchella?
“Mi devo difendere – dice Moltoni – sono esterrefatto dall’atteggiamento di certe persone”.

Cosa le ha dato fastidio nelle parole della consigliera Pd?
“Sostiene come la legge non sia uguale per tutti, i cittadini pagano, mentre la casta non si assume le sue responsabilità. Non ha capito che il dibattito in consiglio comunale non riguarda il danno erariale che mi è stato contestato. Le questioni economiche non c’entrano”.

Si spieghi meglio.
“Quello che si discute in consiglio comunale è la mia decadenza dal ruolo di consigliere. Non sul fatto che io debba pagare o meno. Su quel fronte, in comune si sono mossi fin dal primo giorno, anche se a mio modo di vedere non avevano diritto a farlo. Devono decidere se io debba rimanere o meno consigliere. Ma che io resti o no, non cambia la parte economica. Quella va avanti da sola, è stata avviata. Sono sorpreso. E’ questo il garantismo di alcuni esponenti Pd? Oltretutto, sapendo che entro quindici giorni è attesa una sentenza che chiarirà l’aspetto economico che mi riguarda?”.

Si riferisce al contenzioso con l’assicurazione?
“Potrebbe sollevarmi dall’esborso economico. Quando è stata approvata la delibera oggetto di danno erariale, io ero assicurato dal comune. Non è escluso che possa esserci stato qualche errore. Oltretutto anche il comune ha fatto causa all’assicurazione. Quindi l’ente ritiene che debba pagare la compagnia, altrimenti non avrebbe intrapreso l’azione. Oltretutto si tratta di un contenzioso giudiziario che sta volgendo al termine. Invece accelerano per cacciare un consigliere. Dicessero la verità…”.

Il presidente del consiglio Ciorba ha spiegato che si tratta di un atto dovuto, votare la sua decadenza. Lei a quale verità allude?
“Mi sono fatto una mia idea. Per me alla maggioranza serve un consigliere allineato. Che non sono io. Forse per approvare il bilancio non hanno nemmeno i numeri”.

Minchella parla di un patto scellerato, sa a cosa si riferisce?
“Non he ho idea. Non so come mai veda accordi dappertutto. Non la conosco molto. So che era Serriana-Renziana di ferro, ora è su altre posizioni. Per quello che mi riguarda, non li ho mai fatti e mai mi sono prestato. Anche a costo di rimetterci personalmente”.

La prossima settimana sarà nuovamente convocato consiglio comunale, l’ha detto il presidente Ciorba.
“Le dichiarazioni che il presidente ha rilasciato alla stampa si commentano da sole. Credo che interpreti il suo ruolo in modo molto personale. Dovrebbe essere al di sopra delle parti, difendere l’istituzione, tutti i consiglieri. Moltoni compreso. Come presidente non dovrebbe preoccuparsi di quello che fa il prefetto. L’azione intrapresa dalla prefettura va avanti per conto proprio. Se domani il tribunale si dovesse pronunciare e dovessi essere esautorato, il consiglio comunale sarebbe stato superato. Si preoccupi, Ciorba, della dignità dei consiglieri regolarmente eletti, me compreso. Continuo a ritenere d’essere nella ragione. Ancorché condannato e poi vedremo, io ero assicurato. Mi veniva trattenuta la somma per la polizza che avrebbe dovuto coprire eventuali danni che potevo generare all’ente nell’esercizio del mio mandato. Non l’ho fatta io, l’aveva stipulata il comune”.

 


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15 aprile, 2016

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