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– Dal cancro della mammella si può guarire, ma la vita dopo si può migliorare? Se ne parlerà sabato 12 novembre alle 17 presso la sala conferenze della Provincia in via Saffi in un incontro – dibattito al quale sono invitati i cittadini del Viterbese e, in particolare, tutte le donne della provincia interessate a una tematica così rilevante e coinvolgente.
Il tumore della mammella è la prima causa tumorale di morte nelle donne, ma oggi, grazie alla diagnosi precoce che permette di scoprire la patologia in fase iniziale, agli idonei interventi chirurgici e alle terapie adiuvanti in molti casi, si può guarire.
Molto spesso, però, la qualità della vita dopo l’intervento è gravata da una frequente complicanza, il linfedema del braccio, che comporta notevoli disagi fisici e psicologici. L’obiettivo principale dell’incontro, organizzato da Alessandro Apollonio, responsabile dell’Angiologia di Belcolle, e da Sandro Zucchi, responsabile della Riabilitazione della Ausl di Viterbo, è sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sull’importanza di tale tematica e illustrare come il percorso di presa in carico precoce delle donne operate, così come è organizzato nella Tuscia, permetta di trattare e ridurre il linfedema con ottimi risultati ed enormi vantaggi per le donne.
Alla manifestazione interverranno numerosi professionisti della Ausl, tutti impegnati nella prevenzione, diagnosi e cura del tumore della mammella.
All’organizzazione dell’evento hanno collaborato numerose associazioni di volontariato (Beatrice Onlus, Viterbo con amore, Lilt, Andos Tarquinia, Adocast), l’Amministrazione provinciale, il Comune Viterbo e la Fondazione Carivit, perché la sinergia tra operatori sanitari, Istituzioni e società civile è fondamentale per trasmettere e far crescere la cultura della prevenzione e portare reali benefici di salute alle donne.
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