Fabrica di Roma – (s.m.) – Arrestato per evasione, ma non era vero.
Il 27enne albanese fermato tre giorni fa dai carabinieri non si sarebbe allontanato di un centimetro dalla casa a Fabrica di Roma in cui era agli arresti domiciliari .
Il giudice Silvia Mattei non ha nemmeno convalidato l’arresto, ieri, al processo per direttissima a porte chiuse al tribunale di Viterbo.
Il 27enne, in realtà, voleva andare in carcere. Richiesta a dir poco stravagante: chi è ai domiciliari non si sogna minimamente di chiedere un posto letto a Mammagialla. Semmai è il contrario. Lui, però, aveva i suoi motivi: era stanco di pesare economicamente sul cugino che lo ospitava in casa, dove stava scontando una condanna patteggiata a nove mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Semplicemente, voleva togliere il disturbo.
Per questo, giorni fa, avrebbe prima avvertito il suo avvocato Luigi Mancini, poi i carabinieri, chiedendo di venirlo a prendere per portarlo in carcere. Ha telefonato spontaneamente in caserma e ha accolto i militari sul pianerottolo, ma a quel punto è scattato l’arresto per evasione.
Il giudice non ha convalidato il fermo, restituendo gli atti al pm e parlando di evidenti dubbi sul fatto che il giovane fosse effettivamente evaso dai domiciliari. La difesa chiederà l’archiviazione. Intanto richiesta respinta sul carcere: il 27enne resterà – suo malgrado – recluso in casa.
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