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Viterbo - Il comitato Non ce la beviamo critico sulla modifica dello statuto comunale

“Il consiglio vuole impedire referendum e consultazioni”

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Viterbo - La seduta di consiglio comunale

Viterbo – La seduta di consiglio comunale

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’intenzione di questo consiglio comunale è palese: impedire i referendum e le consultazioni comunali a Viterbo.

Dopo la squallida vicenda del boicottaggio del referendum comunale sulla gestione dell’acqua pubblica a Viterbo, ora si sta facendo passare il messaggio che il consiglio sta lavorando per avere un regolamento.

Magari fosse vero, ma non è il regolamento a cui questo consiglio mira, lo scopo è modificare lo statuto comunale per impedire ogni forma di consultazione popolare che possa manifestare la volontà dei cittadini, per governare senza bastoni fra le ruote, senza che i cittadini abbiano voce in capitolo sulle loro decisioni.

Già nell’ultima seduta del consiglio comunale hanno parlato, infatti, di aumentare il numero delle firme, portandole a 5000 o addirittura oltre.

Che c’entra il Regolamento con questo? Il numero delle firme è già previsto dallo statuto comunale e attualmente è stabilito in 3000, tra l’altro il regolamento puoò solo recepire quanto stabilito da statuto ma non modificarlo.

Pertanto, l’aumento del numero delle firme, sarebbe una modifica Statutaria di cui non esiste alcuna esigenza, tanto più che la percentuale prevista per i referendum sia nazionali che comunali è di gran lunga inferiore rispetto a quella prevista sullo statuto del comune di Viterbo.

Se, infatti, analizziamo i dati, per indire un referendum nazionale bastano 500mila sulla base di 58.000.000 di abitanti in Italia pari alla percentuale dello 0,83% , in base allo Statuto del Comune di Viterbo occorrono invece 3000 firme su 60mila abitanti pari ad una percentuale del 5%, più di sei volte tanto quella nazionale. Senza contare che in tutti gli altri Comuni la percentuale della richiesta di firme risulta sempre inferiore a quella del Comune di Viterbo.

Perché allora questa esigenza di aumentare il numero delle firme per indire un referendum?

Il dato che emerge è inconfutabile: vogliono rendere inattuabile lo strumento del Referendum.

Se quindi si vuole far passare per regolamento, l’ennesimo tentativo di boicottare la possibilità di espressione della volontà popolare prevista dalla nostra Costituzione, NOoi non ce la beviamo.

Se questa classe dirigente si preoccupa di modificare lo statuto per rendere inattuabile il referendum, significa che ha paura dei cittadini.

Noi saremo qui a fare la nostra parte e come primo passo pretenderemo che ogni consigliere risponda in merito del suo operato.

Comitato non ce la beviamo


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21 aprile, 2016

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