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Viterbo – Il sindaco Michelini e Mezzetti (Anpi) alle celebrazioni del 25 aprile – Corteo tricolore da porta Romana a piazza dei Caduti

“Parliamo ai giovani di Resistenza e libertà”

di Raffaele Strocchia
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Enrico Mezzetti presidente dell'Anpi

Enrico Mezzetti presidente dell’Anpi

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Le celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo - Giuseppe Fioroni alle celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – Giuseppe Fioroni alle celebrazioni del 25 aprile 2016

Viterbo – “O partigiano, portami via, che mi sento di morir”. Viterbo si sveglia sulle note di Bella Ciao. La canzone partigiana risuona tra le vie e le piazze del centro storico (fotocronacaslide – video).

E’ il 25 aprile, festa della liberazione. L’anniversario ricorda la giornata di settantuno anni fa che chiuse per sempre il ventennio fascista e gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.

Da Paolo Braccini a Mariano Buratti, anche Viterbo ricorda le vittime del nazifascismo. Questa mattina un corteo tricolore ha attraversato le strade del centro storico, da porta Romana a piazza dei Caduti.

Presenti la prefetto Rita Piermatti, il sindaco Leonardo Michelini, il consigliere provinciale Mario Quintarelli ed Enrico Mezzetti presidente dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia. In corteo anche le rappresentanze politiche e sindacali e le associazioni combattentistiche, patriottiche e d’arma.

“Settantuno anni fa – ricorda Mezzetti – uomini liberi e volontari si adunarono per dignità, decisi a riscattare la vergogna e l’orrore del mondo. Questa è stata la Resistenza, dopo vent’anni di servilismo fascista.

Non dimentichiamo che un ruolo fondamentale lo ebbero anche le donne. La Resistenza ha portato alla Repubblica, alla democrazia e al suffragio universale.

Con spirito unitario, anche se con idee profondamente diverse, i padri costituenti scrissero la Carta degli italiani. Dobbiamo difenderla con tutti noi stessi perché ci insegna eguaglianza, libertà e il diritto al lavoro.

L’antifascismo è insito nel dna dell’Italia e questo spirito deve accumunare tutti. Entriamo nelle scuole e parliamo ai giovani di Resistenza e libertà, perché non abbiamo ancora fatto tutti i conti con il fascismo”.

9.30 – Le celebrazioni hanno inizio alla scuola sottufficiali dell’esercito, con la deposizione di una corona d’alloro davanti la lapide del capitano Paolo Braccini. Nato a Canepina, nel 1943 diventa il primo comandante delle Brigate Giustizia e Libertà. L’anno successivo viene arrestato e fucilato a Torino dalle forze fasciste. Il suo sacrificio è stato riconosciuto con l’assegnazione della medaglia d’oro al valore militare.

10.15 – Il corteo parte da piazza san Sisto. Davanti porta Romana l’ex ministro Giuseppe Fioroni, il deputato Pd Alessandro Mazzoli, il sindaco Michelini, il consigliere provinciale Quintarelli e Mezzetti dell’Anpi.

Presenti anche gli assessori Ciambella, Barelli, Perà e Troncarelli e i consiglieri comunale Bizzarri, Scorsi e Ciorba. Alla manifestazione anche le associazioni combattentistiche, patriottiche e d’arma e le rappresentanze sindacali. In mano uno striscione: “La Resistenza continua, partigiani sempre”.

10.30 – La fiumana tricolore arriva in largo Tommaso Carletti. Davanti al liceo classico Mariano Buratti, rende omaggio al partigiano e insegnante viterbese ucciso dai nazifascisti.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro, una studentessa legge la motivazione del conferimento della medaglia d’oro al valore militare.

10.45 – Il corteo prosegue verso piazza dei Caduti. Da piazza Fontana Grande a quella del Comune, risuonano le parole di Bella Ciao. Al Sacrario la deposizione di due corone: una davanti al sacello dei Caduti e un’altra sotto la lapide dei partigiani della Tuscia.

Il presidente provinciale dell’Anpi Mezzetti sottolinea la necessità di parlare ai più giovani di Resistenza e libertà.

Alle sue parole fanno eco quelle di Michelini. “La liberazione – dice il sindaco – ha rappresentato un solco tra passato e futuro. Ci ha liberati dalla guerra e dal fascismo, portandoci alla democrazia”.

Poi il ricordo di Mariano Buratti. “Non c’è cosa più bella – continua – che avergli dedicato una scuola, luogo di crescita e formazione per i giovani. Il nostro pensiero e insegnamento in una giornata così importante per la Repubblica deve andare soprattutto ai ragazzi”.

Infine Quintarelli, in rappresentanza del presidente della provincia Mazzoli. “Il 25 aprile – ricorda – è la festa di tutti gli italiani. In questo giorno celebriamo la conquista dei valori di un’intera società, libera e unita”.

Raffaele Strocchia


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25 aprile, 2016

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