Viterbo – (g.f.) – Si aprono le porte del museo e del convento di santa Rosa Venerini a piazza san Carluccio.
Un’apertura eccezionale e non a caso, in occasione della Biennale Viterbo, con iniziative dal 5 maggio al 5 giugno, al convento e non solo.
“Nell’anno del Giubileo – dice don Emanuele Germani, responsabile comunicazione della curia – oltre al duomo e al palazzo dei Papi, normalmente concessi per iniziative del genere, apriremo in via straordinaria il museo e il convento di santa Rosa Venerini”.
Un evento nell’evento della Biennale, come la presidente Laura Lucibello ha sottolineato alla presentazione in comune.
“La qualità degli artisti è una garanzia per la mostra – osserva l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi – ce ne sono trenta dell’accademia e una trentina d’esordienti. Partecipano tutti quelli che stanno esponendo alla mostra a valle Faul”.
Dalla Biennale un auspicio: “Realizzare anche a Viterbo un museo d’arte contemporanea”.
La quarta edizione è dedicata ai 400 anni dalla morte di Shakespeare.
“Sarà un mese – dice Laura Lucibello – in cui si susseguiranno opere ed eventi e anche gli spettatori saranno protagonisti, intervenendo e interagendo con gli artisti”.
Tra le iniziative, il 6 maggio alle 21, concerto dei Solisti Aquilani al duomo di san Lorenzo.
Il giorno dell’esibizione, prove aperte al teatro San Leonardo al Murialdo, per una classe quinta della Canevari.
Tra i Solisti, anche un viterbese, Gianluca Saggini.
Pittori, scultori e performers, invece, accoglieranno gli spettatori tra palazzo dei Priori, sala Regia, sala Alessandro IV al palazzo papale, al convento santa Rosa Venerini, con le accademie di Bari, Firenze, Roma, Milano, Verona Urbino e il liceo artistico di Conegliano.
Iniziative anche da Schenardi.
Al museo Venerini, mostra “Camminando con Francesco” di Stefano Galardi e nel giardino, la prima residenza d’artista di Viterbo, dove la ceramista Daniela Lai realizzerà con artisti e bambini, per tutta la durata della Biennale, un’opera sulla gioia allo stato puro, legata all’infanzia e al gioco all’aperto.
Il 5 giugno, poi, la partecipazione straordinaria di Bonaria Manca, artista cui sarà assegnato il Riconoscimento internazionale per la cultura indipendente in movimento, da parte di Apai.
“Mia nonna – racconta Paola, nipote di Bonaria Manca – ha 91 anni, ama definirsi pastora e artista.
Ricordo, nel piazzale della chiesta in cui organizzò a Viterbo una mostra, faceva formaggi e ricotta, che offriva agli ospiti.
E’ contenta e commossa del riconoscimento ed eccezionalmente sarà presente. Ha un’età in si sposta molto poco, ma non voleva mancare”.
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