Viterbo – “Qualcuno non ha ancora capito che le province nono cambiate”.
Il presidente della Provincia, Mauro Mazzola, ha davanti la sala del consiglio deserta. C’era da approvare bilancio e debiti fuori bilancio, ma la maggioranza ha lasciato solo il suo presidente.
C’è solo Sandrino Aquilani, ma fa parte dell’opposizione. Tutti gli altri consiglieri, assenti.
Nonostante si trattasse della seconda convocazione di consiglio provinciale, quando i numeri necessari allo svolgimento dei lavori si abbassano.
Eppure, Pd, Moderati e Riformisti gli hanno voltato le spalle. A loro si sono aggiunti gli due rappresentanti d’opposizione, Alberto Cataldi ed Elpidio Micci.
E’ la seconda volta che accade. L’altra, meno di un mese fa, quando sulla Trasversale Mazzola si è trovato da solo a difendere le ragioni del no al tracciato verde, con il Pd all’attacco.
Il presidente della provincia, però, non pare troppo preoccupato.
“Verificheremo la prossima settimana il da farsi – dice Mazzola – se devo rimanere, resto. Sennò posso anche tornare a fare il sindaco a tempo pieno”.
Messaggio lanciato forte e chiaro alla sua coalizione.
“Forse non hanno capito pure – continua Mazzola – che la provincia non è luogo dove scontare competizioni politiche in altri comuni. La legge è cambiata.
Con la Delrio gli enti sono stati smantellati. Non l’hanno capito. Siamo qui con grande difficoltà ogni giorno insieme a dirigenti, segretario generale e personale per tirare avanti.
Non ci sono finanziamenti, soldi dal Governo zero”.
E adesso pure un bilancio non approvato. “Era un atto di verifica, il consuntivo 2015. Ci si può fare battaglia politica?
Io sono qui per puro spirito di servizio, a costo zero. Anzi, sostengo spese, dal pranzo e non solo, con soldi miei, senza rimborsi”.
Con le nuove regole il consiglio provinciale non lo può sfiduciare, tuttavia Mazzola può decidere d’andarsene. Da solo.
“In provincia è un’esperienza che volevo fare – conclude il presidente – ma se ci sono le condizioni bene, sennò me ne vado.
Non ho tappi in bocca e se qualcuno intende mettermelo, io non ci sto”.
Giuseppe Ferlicca
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