– Viterbo, la città della “monnezza”.
Ebbene sì questo è quello che probabilmente hanno pensato tantissime persone arrivando nella Città dei Papi, nei giorni scorsi.
Appena dopo lo svincolo della superstrada di Orte, in strada Bagni, di immondizia ce n’era proprio tanta. Monnezza che periodicamente ricompare.
Sacchi di ogni forma e colore, erbacce varie e tubi di plastica sporgenti facevano da cornice alla storica fontana del Boia.
Una fontana che fino a qualche anno fa metteva paura solo per il nome e, forse, per qualche leggenda popolare, mentre adesso spaventa, e nemmeno poco, per il suo tristissimo stato d’incuria.
L’acqua esce appena da una sola delle due bocche. Un tubo di plastica nero spunta dalle erbacce che ormai hanno preso il sopravvento.
Ma c’è di più. Non mancano scritte e murales che “decorano” l’antica fontana in peperino.
Di certo una bella cartolina per Viterbo…
Del resto in quella zona di cose belle da ammirare ce ne sono tante.
L’asfalto di strada Bagni, giusto per fare un esempio, completamente rovinato e pieno di buchi che a passarci con l’auto sembra di stare sulle giostre di Santa Rosa.
E poi come dimenticare la famigerata pista pedonabile. Pedonabile, per carità, guai a chiamarla ciclabile!
Quella pista è pedonabile ed è stata pensata appositamente per chi vuole farsi una bella e rilassante passeggiata alle porte di Viterbo, completamente immerso… nella “monnezza”.
Vicino alla povera fontana del Boia, per concludere, c’è un bel cartello che indica l’itinerario geologico Cimino-Vicano.
Chissà se le erbacce, le scritte sui muri, i tubi di plastica e la “monnezza” non siano parte integrante delle attrattive turistiche del percorso?
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