Viterbo – Foto del duomo d’Orvieto finita sul sito del comune di Viterbo. Una gaffe dell’amministrazione arrivata fino al Tg5 edizione delle 13. L’assessora Lisetta Ciambella ammette l’errore e precisa: la parte politica dà gli indirizzi.
Lo sbaglio è dei tecnici comunali e contestazioni già sono partite. Ma per Ciambella il vero punto è che oggi, dopo 8 anni, il comune ha un sito e a chi le chiede di dimettersi, replica con una risata (video: Viterbo sputtanata dal Tg5).
Sulla foto di Orvieto, chi ha sbagliato?
“L’errore è tecnico, sicuramente del comune, della dirigente e principalmente del funzionario che doveva fare un lavoro sul vaglio delle informazioni”.
E lei in qualità d’assessore?
“E’ vero che l’amministratore risponde di tutto, ma io in quanto assessore dò l’indirizzo. Ho verificato e messo in condizione la città di Viterbo d’avere un sito internet normale. Normale. Non accadeva da più di otto anni. Qui parliamo non di un errore grossolano, com’è stato fatto passare. Non c’è una foto in una pagina, ma un frammento. Che andava controllato, certamente non dall’assessore. O forse si pretende che l’assessore si metta a fare altro, e non dia gli indirizzi, come per legge è chiamato a fare?”.
Eppure c’è chi è arrivato a chiedere le sue dimissioni. Come replica?
“Mi viene da ridere. Non si commentano nemmeno. Questo è il livello della politica, diciamo così. Probabilmente in altri tempi non sarebbe successo”.
Tornando all’errore, che provvedimenti sono stati presi?
“La contestazione è già partita, perché l’errore non ci doveva essere. C’è stato uno sbaglio a monte nel vaglio sui contenuti e poi la società, è chiaro, l’errore l’ha inserito. Quindi sia comune, sia società ne risponderanno”.
Nel mucchio, qualche critica è arrivata pure al nuovo sito. Cosa ne pensa?
“La vera notizia sono i contenuti di cui i cittadini viterbesi possono usufruire, rispetto al vecchio sito che era impresentabile. Voi lo avete scritto più volte e io lo sottoscrivo. Non mi nascondo dietro un dito. Oggi c’è un sito realizzato da una società che ha vinto una regolare gara sull’infomobilità, non sono stati aiutati e non sono stati chiamati amici degli amici. Questo non ci appartiene. Poi, ovviamente chi lavora sbaglia. Se non ci fossimo mossi, lasciando il sito vecchio, la sua testata, che sulla vicenda è stata particolarmente attenta, al massimo sarebbe uscita con un altro paio d’articoli. Alla fine vi sareste rassegnati”.
Un po’ rassegnati lo eravamo, visto il tempo trascorso.
“Avreste sbagliato a rassegnarvi.. Perché alla fine il cambio c’è stato. Il tempo in più è stato perché abbiamo preso tutte le precauzioni. Non ho messo fretta neppure nel convocare la conferenza stampa di presentazione. Da parte mia volevo che facessero tutto con calma, quello che serviva. Poi, chi lavora sbaglia e le dò io una chicca: a Orvieto è successa la stessa cosa”.
Ovvero?
“Un paio d’anni fa, quando hanno progettato il nuovo sito, la società mise una foto molto più in evidenza rispetto alla nostra, un’immagine di Todi. Vorrà dire che siamo predestinati… Comunque l’errore c’è stato ed è stato corretto. Sono stati censurati quelli che lo hanno commesso. Lavorando hanno sbagliato, ma ripeto, l’unica notizia che a me pare importante è che oggi il comune di Viterbo ha un sito internet”.
E siamo finiti sul Tg5 domenicale, edizione delle 13. Anche lei è stata presa di mira.
“Oggi Viterbo si trova a calcare le trasmissioni nazionali perché qualcuno sa che Viterbo esiste. Un paio d’anni fa difficilmente sarebbe successo. C’è chi sostiene che la promozione si faccia col campanile. In concorrenza con gli altri. Non è così e noi siamo stati premiati per avere fatto rete con gli altri comuni. Orvieto firma con noi il protocollo d’intesa su Experience Etruria, proprio perché il progetto ha avuto un respiro ampio, facendo rete”.
La giornalista ha ironizzato sui suoi toni in conferenza stampa. E’ stata eccessiva?
“Non ho dato fiato alle trombe. C’era poco da dare fiato. Abbiamo solo fatto il nostro e pure con ritardo. C’è stata solo la soddisfazione d’esserci dotati di un sito”.
Magari andava usata maggiore prudenza?
“In conferenza stampa avevo detto che ci sarebbero stati quattro o cinque giorni d’assestamento. Passando da un sistema all’altro, errori possono esserci. Ci ho visto un po’ di strumentalizzazione in tutta questa vicenda. Noi abbiamo lavorato onestamente. Potevamo realizzare due siti diversi. Invece, con i soldi dell’infomobilità, e ringrazio chi li ha portati a casa perché ha fatto un servizio alla città, siamo riusciti a unire le due esigenze, quindi al sito al servizio dei parcheggi abbiamo unito quello del comune. Probabilmente in altri tempi e con altri stili culturali si poteva decidere di fare due progetti distinti. Noi non l’abbiamo fatto. Adesso però mi devo occupare di una riunione sul bilancio. Un assessore al bilancio ha pure qualche altro pensiero. Come sa, ho anche quest’incombenza…”.
Giuseppe Ferlicca
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