Viterbo – La vendo, non la vendo, la vendo, non la vendo. Farmacia comunale della Quercia, il comune mette la parola fine, al momento, all’eterno dilemma sulla dismissione. Non si vende. Almeno per tutto il 2016.
La decisione arriva durante la seduta di consiglio comunale dedicato al bilancio. La proposta di Gianmaria Santucci (Fondazione) passa all’unanimità.
Un tempo l’attività era in perdita, oggi quella alla Quercia e l’altra comunale a santa Barbara sono in attivo, seppure non di molto. Non c’è più l’urgenza di disfarsene.
Senza contare, come ricordato dall’amministratore unico di Francigena Cesare Curcio, disfarsene presenta più di un problema. Intanto con i lavoratori. Rischio ricorsi e con scarsi benefici dal punto di vista economico.
“Cedere quella alla Quercia – spiega Curcio in consiglio comunale – senza personale, da trasferire all’altra a santa Barbara, portando tutti i lavoratori part time, oppure lasciando tutti a full time, portando alle 24 ore l’apertura, sono due opzioni.
Nel primo caso, pure in base al parere di un giuslavorista che abbiamo interpellato, Francigena potrebbe essere chiamata in causa dai dipendenti. La seconda ipotesi invece non è economicamente conveniente”.
Pure mantenere il personale, da trasferire al comune, non mette al riparo tanto Francigena quanto l’amministrazione.
Così Gianmaria Santucci (Fondazione) propone, almeno per l’anno in corso di soprassedere alla vendita.
Idea che trova sponde nella maggioranza, a cominciare da Paolo Moricoli (MoRi), mentre pure Francesco Serra, pur nel ricordare le ragioni che avevano portato alla scelta di vendere, sostiene come sia tempo di decidere: “Basta tira e molla”.
Così è stato, almeno per ora.
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