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Economia - Tarquinia - Sottoscritto l'accordo sulla mobiità dei dipendenti - Mannino (Cisl) e Fatiganti (Uiltucs): "Blasi (M5s) si informi, altro che silenzio seguiamo la vicenda da due anni"

“Ingrande, lavoratori reinseriti o ricollocati”

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Fortunato Mannino della Cisl

Fortunato Mannino della Cisl

Elvira Fatiganti (Uiltucs)

Elvira Fatiganti (Uiltucs)

Viterbo – “Ingrande, lavoratori reinseriti o ricollocati. Blasi si informi”.

Le dichiarazioni del Movimento 5 stelle, e in particolare di Silvia Blasi, che, sulla vicenda Ingrande di Tarquinia, parla di “silenzio complice dei sindacati”, manda su tutte le furie Fortunato Mannino (Cisl) ed Elvira Fatiganti.

Lasciano da parte le polemiche, ma tengono a precisare che, in due anni, i sindacati hanno portato avanti trattative e tavoli sia in Prefettura che col Comune di Tarquinia, per tutelare i dipendenti del punto vendita. Con il solo scopo di salvaguardare i posti.

Ne è la dimostrazione l’accordo sottoscritto il 18 maggio tra segreterie regionali delle organizzazioni sindacali, delegati dei punti vendita e dei lavoratori.

“E’ un accordo sulle procedure di mobilità – dice Mannino – per cui l’azienda ha accettato l’allargamento a tutto il gruppo dei dipendent. Prevede la ricollocazione immediata di 47 unità – sui 79 esuberi – o nei punti vendita esistenti o in quelli di prossima apertura entro la prima metà del 2017.

Per chi decide di non spostarsi, è previsto, invece, un incentivo all’esodo su base volontaria”.

Un risultato emerso dopo una riunione fiume di 12 ore. “E’ stato un accordo complesso e complicato – aggiunge Fatiganti (Uiltucs), ma alla fine accettato da tutti, anche dai lavoratori che lo hanno votato con un referendum, dopo essersi riuniti in assemblea. Ora ci saranno degli step, che noi seguiremo passo passo, per arrivare a una soluzione che sia la migliore per i lavoratori che saranno reinseriti e ricollocati”.

Mannino e Fatiganti chiedono che il loro lavoro venga riconosciuto. “Fino a febbraio – precisano i due sindacalisti – è stata l’azienda a dirci che il negozio non avrebbe chiuso. Un particolare che emerge anche dal verbale della prefettura. Non capiamo dunque a cosa si riferisca la consigliera regionale Silvia Blasi quando parla di “silenzio complice dei sindacati”. Silenzio su che cosa, sulla chiusura?”. Quindi l’affondo. “Blasi dovrebbe informarsi e poi parlare. Sono due anni che seguiamo il caso e se non si conoscono i fatti, è bene evitare di strumentalizzare il disagio dei lavoratori, rendendo le situazioni ancora più complicate.

Abbiamo tenuto rapporti con l’azienda e quindi aperto tavoli con la prefettura e l’amministrazione di Tarquinia. Non ci siamo mai tirati indietro, lavorando fino all’ultimo. La nostra coscienza è pulita”.

Conclude Mannino. “Chi fa politica – dice il sindacalista della Cisl – è chiamato a lavorare sul bene comune, senza demonizzare quello che fanno gli altri. Cicerone diceva che il fine di chi ricopre cariche pubbliche è il bene comune, spero, duqnue, che Blasi, in futuro, possa essere al nostro fianco per risolvere i problemi in maniera opportuna. Su certe questioni – conclude -, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Non si mistifichi la verità”.


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24 maggio, 2016

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