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Montefiascone - Restituito dai carabinieri alla curia all'incontro per i lavori al palazzo vescovile che diventerà museo e biblioteca storica

Capitello rubato, ce l’aveva un industriale svizzero

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Lino Fumagalli e Luciano Cimarello

Lino Fumagalli e Luciano Cimarello

Montefiascone - Il capitello riconsegnato alla curia

Montefiascone – Il capitello riconsegnato alla curia

Massimo Maresca

Massimo Maresca

Montefiascone - Il capitello riconsegnato alla curia - Il vescovo Fumagalli

Montefiascone – Il capitello riconsegnato alla curia – Il vescovo Fumagalli

Montefiascone - L'incontro alla Rocca dei Papi

Montefiascone – L’incontro alla Rocca dei Papi

Montefiascone - Il tetto del palazzo vescovile in ristrutturazione

Montefiascone – Il tetto del palazzo vescovile in ristrutturazione

Fabio Fabene

Fabio Fabene

Montefiascone - Il capitello riconsegnato alla curia

Montefiascone – Il capitello riconsegnato alla curia

Montefiascone - Il capitello riconsegnato alla curia - Il vescovo Fumagalli

Montefiascone – Il capitello riconsegnato alla curia – Il vescovo Fumagalli

Montefiascone – Un prezioso capitello romanico restituito alla diocesi, dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri.

Negli anni il suo utilizzo era cambiato. Trasformato in acquasantiera, era alla chiesa di san Flaviano.

Rubato nell’estate 2006, è stato ritrovato a novembre 2014 dai carabinieri.

Ieri alla Rocca dei Papi di Montefiascone la consegna ufficiale, nell’incontro in cui è stato anche presentato il recupero del palazzo vescovile.

“E’ un’opera preziosa – ricorda il vescovo Lino Fumagalli – non solo artisticamente, il capitello svuotato ha anche un grande valore religioso. Ha custodito per tanti anni le reliquie di San Flaviano”.

Sarà esposto insieme ad altre opere recuperate. “Tornerà a ottobre – anticipa Fumagalli – in un luogo particolare che stiamo allestendo”.

Il ritrovamento, dopo otto anni dalla sparizione. “Le indagini sono partite qualche anno fa – dice Massimo Maresca comandate sezione archeologica del nucleo tutela patrimonio dei carabinieri – da intercettazioni telefoniche abbiamo appreso che si stava tentando di piazzare un’acquasantiera all’estero.

Non era questa, ma l’indagine ci ha messi sulla pista giusta”.

Scoprendo che era finita nelle mani di un collezionista svizzero.

“Un ricco industriale – continua Maresca – la cui passione lo ha portato ad acquistare da canali leciti e non solo.

L’abbiamo sequestrato a Campione d’Italia. Era in deposito, come spesso accade. Beni trafugati sono nascosti anche per anni”.

Grato il vescovo per il ritrovamento: “Grazie ai carabinieri che ogni anno ci riportano qualcosa. Mi auguro che non abbiano troppo lavoro per il futuro, nel senso che non ci lasciamo rubare più nulla”.

Ritrovato il capitello, Montefiascone ritroverà presto anche il palazzo vescovile. Partiti i lavori di recupero, ospiterà un museo e una biblioteca storica, quella del seminario. E’ in corso il restauro dei volumi.

Il palazzo è grande circa 1200 metri quadrati coperti, lavori con stanziamenti per metà della Cei e il resto dalla curia.

I libri troveranno spazio al pian terreno. “Con la possibilità d’essere consultati da studiosi – precisa il vescovo Fumagalli – al primo piano, invece, il museo. Montefiascone ha tantissimi manufatti e oggetti sacri. Tante tele e acquarelli preziosi che ci vengono richiesti per varie mostre.

Ci sono paramenti splendidi, alcuni esclusivi, oggetti liturgici da fare invidia a musei del mondo”.

Il recupero è impegnativo, ma possibile. Il difficile arriverà poi.

“Una biblioteca storica ricca di volumi ma non utilizzata non ha senso – osserva Fumagalli – col comune cercheremo di mettere in rete i musei della diocesi, Viterbo, Acquapendente, Montefiascone”.

All’incontro, il sindaco di Montefiascone Luciano Cimarello: “Abbiamo circa un milione di turisti che circolano nella zona del lago e non solo.

A queste persone dobbiamo dare la possibilità di girare, visitare luoghi, con biglietti integrati. E’ un sogno per me che due realtà, come il palazzo vescovile e Villa Salotti tornino a vivere”.

Santino Tosini, dell’ufficio Beni culturali della diocesi è entrato nel dettaglio del recupero, mentre monsignor Fabio Fabene ha ricordato il valore storico e culturale del patrimonio ecclesiastico a Montefiascone.

A coordinare, don Emanuele Germani: “La diocesi è impegnata nel recupero di beni, che sono tanti, per tramandarli a chi verrà dopo di noi”.


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25 maggio, 2016

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