Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Pochi sanno e se lo sanno è perché ne hanno subite le conseguenze, che Vetralla, tra i vari primati di cui non andar fieri, ha anche quello del Piano regolatore generale più dannoso ed inutile d’Italia.
Il caso è unico perché non esiste nessun altro comune in Italia che, dopo aver approvato il Prg, contestualmente o nell’arco di pochissimi anni, non abbia poi approvato anche i necessari Piani Attuativi in modo tale che fosse data concreta possibilità di sviluppo urbanistico/economico del territorio.
Il Prg fu adottato in fretta e furia dall’amministrazione comunale di Vetralla, il 12 luglio 1999, dopo anni di rinvii e ripensamenti, perché la Regione Lazio, facendo seguito a varie diffide ad adempiere a quello che era un obbligo di legge, nominò un commissario ad acta, cioè in sostituzione dell’amministrazione comunale inadempiente, che però non ebbe occasione di esercitare il suo mandato data la quasi miracolosa immediata adozione del Prg da parte degli amministratori locali di allora (ed anche di tuttora) che, alla notizia del suo imminente arrivo, si preoccuparono dal fatto che gli avrebbe tolto di mano il “giocattolo”.
Successivamente, il 16 maggio 2003, la Regione Lazio approvò il Prg e dall’anno dopo iniziò l’odissea di più di un migliaio di vetrallesi raggiunti sistematicamente ogni anno a Natale da cartelle di pagamento per l’Ici sulle aree fabbricabili di fatto inesistenti ed in molti casi addirittura impossibili.
L’unico effetto del vigente Prg è stato fin ora quello di accrescere, in maniera esponenziale e soprattutto ingiusta, le imposte da pagare impoverendo i vetrallesi.
Oggi, a seguito della deliberazione del Consiglio Comunale n. 17 del 19 aprile 2016, è stata approvata la “Revisione generale del P.R.G. vigente e adeguamento N.T.A.” che, secondo la legge, per 60 giorni consecutivi a partire dal 03/05/2016 è visionabile presso il palazzo comunale o, più comodamente, on line sul sito internet del Comune di Vetralla.
Si possono fare anche delle osservazioni e con queste chiedere di apportare delle correzioni (più che mai necessarie). Vi consiglio di andarlo a vedere (specie per chi si candida ad amministrare la Cosa Pubblica, ritengo sia un dovere) perché chi pensa o pensava che questa era l’occasione per correggere gli “errori” precedenti, già da una prima lettura dovrà ricredersi perché, se di errori si trattava qui si è perseverato arrivando agli orrori. Ve ne enuncio alcuni a titolo di esempio.
Primo orrore: nonostante sia stata deliberata la “Revisione generale del P.R.G. vigente e adeguamento N.T.A.” tutte le tavole ed allegati di questo nuovo Piano parlano di “Revisione alla Variante Generale al P.R.G.”. E quanto mai è stata fatta questa Variante Generale al P.R.G., tanto da richiedere una Revisione? Ma i tecnici incaricati hanno capito che cosa erano chiamati a fare?
Secondo orrore: nell’allegato B del Piano “Norme Tecniche di Attuazione” a pag. 9 l’art. 6 rubricato come “PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (V.A.S.)”, il tecnico incaricato, enuncia tutte le norme giuridiche per le quali sarebbe quantomeno stata necessaria una Verifica di Assoggettabilità a VAS propedeutica al Piano ma poi non è stato fatto nulla rendendo così concreto il rischio di bocciatura della “Revisione alla Variante Generale al P.R.G.” per carenze procedurali e quindi la necessità di molto altro tempo e soldi per riapprovare il piano a norma di legge. Per evitare questo, la deliberazione del Consiglio Comunale n. 17 del 19/04/2016 va immediatamente revocata in quanto illegittima.
La VAS era ed è necessaria dato che, come risulta dalle tavole del Piano, il territorio vetrallese è interessato da molti fossi, da aree di interesse archeologico e da una serie di situazioni che certamente la richiedono. Se non è stata richiesta, violando la legge, probabilmente ciò è dovuto al fatto che, chi ha approvato la “Revisione generale del P.R.G. vigente e adeguamento N.T.A.”, aveva una urgente esigenza elettorale con i “grandi elettori” e ciò traspare proprio dall’esame del piano stesso.
Anche per questo, in vista delle prossime elezioni amministrative del prossimo 5 giugno, mi dispiace constatare ancora che questi ultimi ulteriori cinque anni sono stati persi in chiacchere da parte della maggioranza (vecchia e nuova) verso la quale, politicamente, non ho mai avuto nessuna stima, ed i fatti mi hanno sempre dato ragione: basta guardare lo stato disastroso in cui versa il nostro Comune; anche l’opposizione comunale, che oggi si candida ad amministrare, non è stata e non è da meno: ad iniziare dalla vicenda della lista Aquilani taroccata delle passate elezioni, sulla quale ha chiuso gli occhi nonostante l’evidenza dei fatti, fino alla recentissima “Revisione generale del P.R.G. vigente e adeguamento N.T.A.” per la quale le magagne che vi ho dovuto dire io mi aspettato di sentirle dire invece dall’opposizione. Se non è successo, c’è da chiedersi come fa un elettore a distinguere la maggioranza dall’opposizione?
Vetralla ha già perso troppo tempo (almeno vent’anni) e non credo si possa permettere di perderne altro: bisogna avere il coraggio di cambiare, bisogna alimentare con il voto la speranza di cambiamento eleggendo chi non ha nessun tipo di legame con il passato e quindi non deve tutelare posizioni pregresse e comunque la certezza dell’immobilismo rappresentata dall’intero Consiglio Comunale vetrallese uscente.
Luciano Segatori
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