![]() Luigia Melaragni |
– I numeri sono impietosi. Secondo le previsioni per il triennio 2012-2014 contenute in uno studio della Cna del Lazio e del Cer (Centro Europa Ricerche), il Pil segnerà un -0,5 per cento nel 2012, resterà fermo nel 2013 e salirà allo 0,9 nel 2014.
A influire su questo andamento, il segno restrittivo della manovra di finanza pubblica, che si tradurrà in un incremento della pressione fiscale, destinata a raggiungere nel 2014 il 44,9 per cento del reddito disponibile (+2,3 punti rispetto al 2010), in una riduzione del reddito reale delle famiglie (-2,2 per cento, in termini cumulati, tra il 2010 e il 2013) e in un crollo degli investimenti pubblici (-36,6 per cento, sempre prendendo in considerazione il cumulato dello stesso periodo).
“Nel Lazio potrebbe essere forte l’impatto recessivo, per la compressione della domanda interna. Si rischiano una contrazione rilevante dei consumi pubblici, visto il peso della pubblica amministrazione sul valore aggiunto regionale, e una caduta verticale degli investimenti pubblici, che colpirebbe ulteriormente un settore, quello edilizio, già in difficoltà. E’ una tendenza che deve essere contrastata con determinazione ed efficacia, riportando in cima all’agenda il tema della crescita”, afferma Luigia Melaragni, segretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo.
Fin qui i dati. La Cna vuole però che adesso a parlare, a far sentire le voci della crisi, siano gli artigiani e i piccoli e medi imprenditori. E proprio le imprese saranno le uniche protagoniste della manifestazione regionale che l’associazione ha organizzato per lunedì prossimo, 21 novembre, a Roma, in piazza Farnese, dalle 10 alle 13. Dalla Tuscia partiranno in tanti con i pullman messi a disposizione dalla Cna, per riconsegnare, simbolicamente, le chiavi dei laboratori e per dire che il 97 per cento del tessuto produttivo è rappresentato dall’imprenditoria diffusa e non c’è ripresa se si brucia questo patrimonio di competenze, se non si considera un valore il lavoro di donne e uomini che da sempre sostengono l’economia e danno occupazione ai giovani.
Sul palco, a dare voce alla Tuscia in un confronto moderato da Roberta Serdoz, giornalista Rai, ci sarà un imprenditore di Civita Castellana, Giuseppe Sacchetti, che opera nel settore metalmeccanico. “Abbiamo compiuto questa scelta, perché, sebbene l’intero territorio provinciale soffra mille difficoltà, nell’area di Civita Castellana la crisi è fortissima da tempo e qui, in particolare, si metterà alla prova la capacità di costruire una prospettiva di innovazione”, sottolinea Melaragni, che proprio ieri ha visitato numerose aziende della cittadina falisca. “In tutti i laboratori ci hanno raccontato i sacrifici immensi compiuti negli ultimi anni per fronteggiare la grave situazione economica. Nell’artigianato si fanno i salti mortali per mantenere i posti di lavoro, per non licenziare, ma è sempre più frequente il ricorso alla cassa integrazione in deroga”, osserva la segretaria della Cna.
“Chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni di venire in piazza, stavolta solo per ascoltare le storie di chi oggi non ce la fa ad andare avanti ma è in grado di dare un contributo decisivo al futuro del Paese”, è l’invito di Melaragni. Nella giornata di lunedì, la Cna presenterà anche le proprie proposte: il “manifesto delle imprese per l’Italia”, condiviso con le altre associazioni di rappresentanza, e il “manifesto per il Lazio”. “Chiediamo alla Regione di convocare immediatamente il tavolo interistituzionale sulla crisi. C’è bisogno -prosegue- di lavorare su un progetto comune per riportare fiducia nei nostri territori, investendo sulla crescita. Per recuperare risorse, ci sono dei provvedimenti che possono essere adottati subito: il taglio dei costi della politica, la razionalizzazione dei sistemi societari, un piano per l’alienazione del patrimonio non produttivo. Così come possono essere definite azioni tese al recupero dell’evasione sulla tassazione locale”.
Melaragni punta quindi l’attenzione su un problema che -sottolinea- “deve essere risolto, perché altrimenti la chiusura di tante imprese sarà inevitabile. I pagamenti ai fornitori da parte della pubblica amministrazione avvengono con mesi, anzi anni di ritardo; la Regione li ha addirittura bloccati. Nelle aziende non c’è liquidità. Così non si può andare avanti”.
“Ci assumiamo le nostre responsabilità, siamo disposti a fare sacrifici, come ha detto ieri il nostro presidente nazionale a Mario Monti, esprimendogli pieno sostegno, purché il rigore si coniughi con l’equità e la crescita”, conclude Melaragni.
Proseguono, in preparazione dell’appuntamento del 21, gli incontri della Cna con le imprese. In tutto, nella Tuscia ne sono in programma sedici.
Per ricevere informazioni e per partecipare alla manifestazione, si può chiamare l’associazione al numero verde 800-437744.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY