Viterbo – “L’assessore Alvaro Ricci si dimetta”. Interviene Gianmaria Santucci (Fondazione) per invitare uno degli esponenti della giunta Michelini a rassegnare le proprie dimissioni. Anche se, come Santucci spiega, è uno dei più impegnati tra gli assessori. Tuttavia, la situazione in città è tale, a cominciare dai limiti a 30 all’ora per strade dissestate, che lasciare è la sola via.
“Girare in questi giorni per la citta’ significa per gli automobilisti viterbesi incontrarsi/scontrarsi con i divieti che indicano un massimo di 30 km orari – spiega il consigliere Santucci – è del tutto evidente che ci troviamo di fronte, per la prima volta nella storia moderna di Viterbo, a un provvedimento generalizzato sulla gran parte delle strade, senza una reale motivazione e senza una fine temporale.
Una situazione ingiustificabile, non tanto e non solo perché a questo punto risulta inspiegabile come mai i viterbesi paghino le tasse comunali, ma soprattutto perché stavolta ci troviamo di fronte a uno Stato che alza bandiera bianca e abbandona la cura dei suoi cittadini.
Non c’e difficoltà che tenga o spiegazione che giustifichi l’abbandono da parte del comune verso i suoi automobilisti. Ormai ci troviamo di fronte a un’amministrazione che decide consapevolmente di tutelare i propri interessi e scaricare i viterbesi, lasciandoli al proprio destino. Un comune senza assicurazione e con molte denunce, che cerca di difendersi rendendo impossibile l’utilizzo delle strade e ne scarica la responsabilità sugli incolpevoli cittadini”.
Siamo al paradosso, secondo Santucci. “E’ accettabile tutto questo nell’era in cui la mobilità è un bisogno prioritario?
E’ accettabile che lo stato dica ai cittadini, occhio perché qualunque cosa succeda sulle strade, la responsabilità è la tua, perché noi ce ne tiriamo fuori? Posso io, automobilista viterbese, sapere che se ho un problema mentre sono in auto, nessuno pagherà?
Per questo lo dico con rispetto all’assessore alla viabilità Alvaro Ricci, uno dei più impegnati in giunta, forse è arrivato il momento di dimettersi e non accettare questa situazione, che altro non è che la sconfitta di un’amministrazione e del proprio ruolo”.
Per rafforzare il concetto, Santucci fa un salto indietro: “Vorrei ricordare un episodio accadutomi anni fa e sconosciuto ai più.
Durante la nevicata record del 2012, dopo circa dieci giorni di una catastrofe climatica senza precedenti, gli uffici della provincia stremati, senza sale, con molti mezzi ormai fuori uso, mi annunciarono l’intenzione di chiudere tutte le strade provinciali per 48 ore.
Durante una drammatica riunione notturna in prefettura, alla presenza della dottoressa Antonella Scolamiero, come assessore ribadii che le scelte erano due: o abbandonare i viterbesi e chiudere le strade (e conseguentemente dimettermi), oppure, di fronte a una situazione eccezionale cercare provvedimenti eccezionali.
Prevalse, anche grazie al prefetto, la seconda scelta e con Anas e Astral riuscimmo a garantire, unici nel Lazio, la viabilità per tutto il periodo.
Oggi onestamente credo che l’assessore e l’amministrazione abbiano lo stesso dilemma, risolvere il problema o ammettere la sconfitta e lasciare a chi ha più forza, volontà e capacità di loro”.
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