Viterbo – Bene così, ma è vietato fermarsi.
E’ l’imperativo di Luciano Capponi, presidente della Nuova Monterosi neopromossa in serie D.
Una stagione trionfale quella dei biancorossi, conclusa con la vittoria del campionato a 73 punti frutto di 22 vittorie, sette pareggi e solamente cinque sconfitte.
Eccellenti anche le statistiche della banda D’Antoni: miglior attacco con 71 reti, miglior difesa con 30 gol subiti, Orando Fanasca capocannoniere del girone con 22 marcature e prima inseguitrice (CreCas) distante 12 lunghezze.
Presidente che stagione è stata?
“Una stagione di scuola. Secondo me ogni giorno siamo a scuola, possiamo comprendere qualcosa in più, aprire gli occhi e fare nuove esperienze. Poi non posso fare a meno di aprire una parentesi sul grande lavoro della mia scuola calcio, il reparto che veramente mi interessa. Un’annata positiva e propositiva. Avendo realizzato un sogno, chi ci impedisce di continuare a sognare?”.
Categoria nuova, nome nuovo…
“Sì, c’è stato un atto notarile giovedì e il nostro nome nuovo sarà Monterosi Football club. Mi piace di più, anche perchè Nuova Monterosi risultava dalla fusione fatta l’anno scorso e volevo tagliare i ponti col passato. Ora siamo il Monterosi Football club”.
Parlando di mercato, si prospetta un Monterosi da alta classifica.
“La cosa bella della nostra società è che c’è il rispetto assoluto nei confronti dei collaboratori e dello staff tecnico, quindi non entro minimamente nelle scelte del direttore sportivo e dell’allenatore. Certamente vogliamo recitare un ruolo di primo piano anche il prossimo anno. L’Eccellenza mi stava stretta, anche perché sono taglia 48 e pure la serie D la sentirò stretta. Sentirò stretta anche la C e qui mi fermo. Chi mi conosce sa che sono un sognatore esagerato, ma altrimenti che gusto ci sarebbe? Vogliamo fare una squadra non da primi posti, ma andiamo in serie D con estrema presunzione e affidandoci anche, come lo chiamava un giornalista straordinario (Gianni Brera, ndr), a Eupalla. Speriamo che ci conceda i suoi favori, perché per vincere uno scudetto ci serve anche Eupalla, lo posso garantire”.
Preferisce il girone sardo o quello umbro-laziale?
“Per alcuni versi un girone laziale perché le trasferte sarebbero più semplici. Però a volte ciò che sembra negativo si dimostra positivo quindi ci inchiniamo di fronte alle scelte della federazione e vediamo dove ci colloca il fato”.
Lo stadio sarà migliorato?
“Certo, l’impianto non può restare così. L’amministrazione comunale mi ha detto che finalmente hanno risolto i problemi di bilancio e dovremmo fare in tempo a mettere in regola tutto quello che occorre per fare la serie D”.
C’è già una data di inizio ritiro?
“Si, lo cominciamo il 21 luglio in casa e facciamo i primi tre giorni li. Poi dal 25 ci trasferiremo in un resort vicino al lago, ma il mister e il direttore sportivo preferiscono continuare a lavorare sul nostro campo perché i giocatori lo devono conoscere al meglio. Ogni tanto chiederemo ospitalità per gli allenamenti sul campo in erba perché quasi tutte le squadre di serie D lavorano con quest’ultimo”.
Due parole sul settore giovanile.
“Più di due. In questi ultimi venti giorni ho avuto il tempo e la possibilità di andare a vedere i tornei che queste piccole creature fanno. Devo dire che sono molto preoccupato e molto deluso, perché ho visto che a cinque, sei, sette e otto anni questi bambini hanno già tutti i difetti e le cattiverie dei giocatori di serie A. E’ la battaglia che io faccio attraverso ‘No fear no play’ con la mia scuola calcio. Il prossimo anno, o le squadre rispetteranno il nostro codice di valori etici altrimenti non faremo più nemmeno i tornei, perché veramente non se ne può più. Il discorso comunque è più ampio, era meglio non farmela questa domanda perché potrei parlare per ore”.
Tornando ai grandi, Monterosi è un comune piccolo ma i tifosi sono tanti.
“Veramente avrei preferito ce ne fossero di più. In questa stagione abbiamo avuto in media 350 spettatori. Comunque da quello che sto sentendo dal prossimo anno aumenteranno e molti supporter della Tuscia verranno a tifare per noi. Ho già disegnato il nostro simbolo con la scritta Monterosi Football club Tuscia team, perché anche il territorio è importante”.
A proposito di territorio, conosce i presidenti di Viterbese e Flaminia?
“No, ho soltanto racconti. Solo voci, io amo conoscere personalmente le persone, loro li conosco solo per sentito dire. Mi dispiace, quest’anno spero di poterli incontrare”.
Per concludere, il suo augurio per la prossima stagione?
“Il mio augurio è che possa germogliare una parola ormai diventata blasfema, che possa diventare così forte da infettare tutti quelli che lavorano nel mondo del calcio. Questa parola è buonsenso. Poi dopo ci mettiamo onestà, trasparenza e via dicendo. L’elenco è lungo, però intanto cominciamo col buonsenso”.
Samuele Sansonetti
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