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Viterbo - Politica - Giulio Marini auspica la creazione di una casa comune moderata per il centrodestra

“Forza Italia, l’epoca dei congressi è superata”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “L’era dei congressi è superata”.

A sentirlo parlare non sembra nemmeno il Giulio Marini di qualche tempo fa. L’ex sindaco di Forza Italia parla delle ultime elezioni come della “cronaca di una morte annunciata” per il suo partito e per il centrodestra.

La politica è cambiata e, per lui, servono strategie nuove, a partire dalla creazione di una casa comune dei moderati per far ripartire la coalizione.

“Alle ultime elezioni – dice Marini – è successo quello che non potevamo e volevamo credere. La mancata partecipazione e il fatto di non aver coinvolto anche gli altri partiti della coalizione sono stati letali. Sbaglia chi non si rende conto del terremoto che ha investito Forza Italia e il centrodestra. E’ crollata ogni cosa. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare. Tutti, nessuno escluso, devono mettere a disposizione capacità, volontà, forza ed energie, senza pensare di poter ricostruire da soli”.

I risultati della Tuscia non sono stati esaltanti. “Il passato è da archiviare, Forza Italia non sarà più quella di prima e chi non lo ammette, lo fa forse per spirito di autoconservazione, che poi è, per me, la causa di ogni male. Non si deve più sperare nella “morte del vicino” per conservare il proprio posto, ma collaborare”.

Cambia, dunque, lo scenario. “Il 2015 doveva essere l’anno dei congressi, ma così non è stato e ormai quell’epoca è superata. Del resto, perché la gente dovrebbe rinnovare la tessera, forse per l’illusione di avere uno spazio per dire la propria opinione? Non scherziamo. Mesi fa, ho criticato che non venissero celebrati i congressi, come previsto da statuto, perché, probabilmente, si voleva evitare il confronto. Adesso, le elezioni dimostrano che siamo a un livello successivo. La classe dirigente di Viterbo, infatti, ha creato una frattura che dimostra come quel percorso non sia più utile”.

Marini individua una soluzione. “Da parte mia parte mia, sto cercando di modificare certi modi tradizionali di concepire la politica. Adesso serve che Forza Italia, o quello che ne rimane, chi non è renziano o del Pd, gli incazzati, che poi votano i 5 stelle, e chi crede nella ricostruzione di una casa comune moderata uniscano le forze. Darò il mio contributo per un progetto che sia all’insegna dell’umiltà e della partecipazione”.

Anche a Roma, per Marini, l’esito delle elezioni era prevedibile. “Quello che è successo nella Capitale, non mi sorprende. Non voterei per i cinque stelle e, probabilmente, non andrei proprio a votare, ma se i romani volessero dare fiducia alla Raggi è giusto che gliela diano. Sorrido quando si accusano i cinque stelle di essere impreparati, visto che non mi pare che gli altri abbiano dimostrato di meglio. In un’offerta politica come quella che c’è, senza più certezze, è giusto prendere strade nuove”.

In questi giorni, si parla di un probabile addio alla politica di Berlusconi, dopo l’operazione al cuore. “E’ l’uomo chiave della vita politica degli ultimi venti anni: da imprenditore è riuscito a diventare anche un politico capace. Volendo bene al presidente, bisogna però, che, oggi, il partito, se esiste ancora, non pensi più a sfruttare i benefici legati alla sua immagine, ma che inizi a camminare con le proprie gambe. Diversamente, non credo che continuerà a esistere”.

Marini non cambia partito. C ambia mentalità. “Non voglio più ragionare con gli schemi di prima”.

Nel frattempo, in Comune, Michelini, si prepara a nominare l’ottavo assessore. Tofani è in pole. “E’ l’ennesimo cambio nella giunta che dà solo l’idea di una spartizione del potere. Nulla più. Una mossa che lascia l’amaro in bocca alla politica viterbese, visto che non c’era necessità di un nuovo assessore.

Non ho visto mai passi in avanti. Qual è stato il contributo di questa amministrazione allo sviluppo della città? Nessuno e, anzi, in certi casi, hanno anche peggiorato le cose. Se non ci sono proposte, che almeno portassero avanti i progetti della mia amministrazione. Mi riferisco, per esempio, all’Urbanistica dove, invece, diverse cose sono state bloccate”.

Il 10 giugno l’amministrazione Michelini ha “festeggiato” i tre anni di mandato. “Un periodo in cui non si è fatto altro che parlare di crisi e rimpasti. Ci sono opere ferme, su cui nessuno, nemmeno in commissione, ci spiega perché non vengano portate avanti. Appare ogni tanto qualche dichiarazione dell’assessore Ricci che, in concreto, non chiarisce nulla.

Restano dubbi sul centro polisportivo di santa Barbara e sulla scuola materna. Ho non poche perplessità sul bando del teatro dell’Unione e sul sul fatto che abbiano mandato il comandante dei vigili urbani in Provincia, lasciando un dirigente facente funzione della Polizia locale. Un organizzazione dell’amministrazione che è folle. Le decisioni vanno ponderate – conclude Marini -, governare la città di Viterbo è un compito difficile”.

Paola Pierdomenico

 


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13 giugno, 2016

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