Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cultura - Mostra al chiostro della Trinità dal 18 giugno al 24 luglio

Egidio da Viterbo l’uomo, il teologo, l’umanista…

Condividi la notizia:

Egidio 17 - La conferenza stampa in comune

Egidio 17 – La conferenza stampa in comune

Padre Pietro Bellini, Antonio Delli Iaconi e Maria Rita De Alexandris

Padre Pietro Bellini, Antonio Delli Iaconi e Maria Rita De Alexandris

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Andrea De Simone e Irene Temperini

Andrea De Simone e Irene Temperini

Padre Pietro Bellini

Padre Pietro Bellini

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Padre Mario Mattei

Padre Mario Mattei

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Padre Mario Mattei, Leonardo Michelini e padre Pietro Bellini

Viterbo – (g.f.) – Egidio da Viterbo la sua terra, la famiglia, gli studi e i luoghi dello spirito.

Un percorso attraverso venti pannelli per una mostra, “Egidio da Viterbo l’uomo, il teologo, l’umanista e la sua terra”, al chiostro della Trinità dal 18 giugno al 24 luglio.

Alla scoperta di una figura importante, non solo attraverso l’esposizione, ma con due iniziative collaterali, il 19 giugno, lezione magistrale di John O’mallery su Egidio e il 24 giugno alle 19 #incredibiletuscia instameet della comunity.

Un percorso con diversi spunti, alcuni curiosi. “Un pannello – osserva padre Pietro Bellini – racconta degli asini di Soriano e un altro della cappella Sistina. La struttura dei disegni deriva quasi sicuramente da Egidio”.

I primi cinque pannelli della mostra raccontano Viterbo nel Medioevo. “Dal sesto – continua padre Bellini – la vita di Egidio da Viterbo, la sua terra, la famiglia, gli studi fatti e i luoghi dello spirito. Egidio amava la solitudine.

Sono stati tre i luoghi dove andava spesso. L’eremo Lecceto vicino Siena, l’isola Martana e Soriano nel Cimino”.

Quindi la sua opera a Viterbo e le testimonianze ancora oggi visibili, partendo dal chiostro della Trinità, voluto da lui.

“Faremo un raffronto per evidenziare somiglianze e dissomiglianze tra le vite di Egidio e Lutero. Sono quasi contemporanei, hanno diverse circostanza in comune. Egidio, dopo che era già agostiniano, è andato nel regno di Napoli. Per rientrare a Roma si è imbarcato, ma la nave ha naufragato.

Fece un voto, se si fosse salvato si sarebbe dato in tutto al Signore. A Lutero è successa la stessa cosa. Durante un temporale un fulmine vicino, lo ha fatto sbalzare dal cavallo. Fece un voto, diventando monaco”.

I venti pannelli sono grandi 1,20 per 1,30 metri, esposti nel chiostro della Trinità, con l’inaugurazione sabato.

“Egidio è importante – osserva padre Mario Mattei – è stato l’anima dell’Umanesimo cristiano. E’ il personaggio che, forse un po’ troppo dietro le quinte, è stato ispiratore della riforma della chiesa e del sociale.

E’ stata tradotta l’opera di John O’Malley e sarà pubblicata. Il 19 è prevista una lezione magistrale da parte del professore. Ci parlerà non solo del libro scritto nel 1968, ma anche di tutti gli studi compiuti fino a oggi”.

Uno spaccato veritiero su una figura importante per il periodo storico cui è appartenuto e per Viterbo.

E’ la lettura dell’iniziativa da parte del sindaco Leonardo Michelini: “Una lettura appropriata di una figura importante. Io poi, ho sempre vissuto periodi di riforme”.

Un contributo alla comprensione del lavoro di Egidio: “Per un secolo così importante – osserva l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi – il Rinascimento. Viterbo è Medioevale e papale, ma spesso si dimentica che è anche rinascimentale, pure sotto il profilo urbanistico”.
La mostra è il culmine di un lavoro iniziato più di un anno fa alla Trinità da parte della Pro Loco di Viterbo.

“L’ordine agostiniano – spiega la presidente Pro Loco Irene Temperini – ogni quattro anni si rinnova, tra due mesi padre Pietro torna a Roma e io lo voglio ringraziare per l’apertura e come ci ha accolti.

Dopo l’iniziativa ci prendiamo un periodo sabatico, ma l’auspicio è che un bene così importante resti aperto anche in futuro”.

Non è d’accordo sulla pausa, Maria Rita De Alexandris, consigliera comunale. Farà in modo che l’impegno della Pro loco non si fermi.

“La mostra – sottolinea il direttore generale Confartigianato Andrea De Simone – ci riporta un personaggio importante ma a molti a Viterbo sconosciuto. Così com’era la Trinità. Io ho dovuto attendere 40 anni per visitare il chiostro o la sala del Cenacolo.

L’apertura da parte dei padri agostiniani è stata un’occasione verso i viterbesi, consentendo d’usufruire uno dei posti più belli della città”.


Condividi la notizia:
15 giugno, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/