Viterbo – “Noi antifascisti, loro supportano gruppi di estrema destra”.
Banda Bassotti e Giorni anomali, è guerra. Botta e risposta via social network tra il gruppo romano e quello viterbese.
Le due band avrebbero dovuto esibirsi l’8 luglio sul palco del festival “Bar della rabbia” a Montecampano, in provincia di Terni. Ma a poco più di 20 giorni dall’evento, la partecipazione della Banda Bassotti salta.
Perché? Perché al festival ci saranno anche i Giorni anomali. “Supportano – scrive su Facebook la band romana – gruppi di ideologia di estrema destra” e non hanno nulla a che vedere con la “nostra immagine che da sempre fa dell’antifascismo uno dei punti fondamentali della propria esistenza”.
La decisione della Banda Bassotti è stata comunicata via Facebook. “Informiamo che la Banda Bassotti – scrive il gruppo sul proprio profilo – non si esibirà l’8 luglio al festival ‘Bar della rabbia’ che si terrà a Montecampano, in provincia di Terni.
La scelta di non partecipare alla data – continua – è dovuta al fatto che all’interno del festival è stato invitato un gruppo dal nome Giorni anomali con cui non intendiamo condividere nessuno spazio, visto il loro supporto documentato a gruppi di ideologia di estrema destra.
Diffidiamo inoltre gli organizzatori a continuare ad accostare il nostro nome a suddetto gruppo e di togliere immediatamente su tutta la pubblicità passata, presente e futura il nostro nome da questo festival poiché – conclude la Banda Bassotti -, dopo tali accadimenti, riteniamo che stiano ledendo la nostra immagine che da sempre fa dell’antifascismo uno dei punti fondamentali della propria esistenza”.
Firmato: “Banda Bassotti, 15 giugno 2016 – No pasaran!”.
Immediata la risposta dei Giorni anomali. Sul proprio profilo Facebook il frontman del gruppo, Federico Meli, scrive: “Nessun confronto. Mai parlato co ‘sta gente di nessun tema. Mai inculati personalmente, anzi me li sentivo pure da ragazzetto. Questo è il vostro pluralismo. Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato. Poracci”.
E in un secondo post continua: “Vi faremo diventare pazzi… ah ah ah”. Sotto, il video di una nota canzone della Banda Bassotti: ‘Figli della stessa rabbia’.
Sempre su Facebook la risposta degli organizzatori del festival. Sottolineano l’apartiticità e apoliticità della manifestazione che, scrivono, porta “sul palco la buona musica al di là della provenienza politica dei gruppi”.
“Alla luce delle dichiarazioni pubblicate dalla Banda Bassotti – scrive lo staff del ‘Bar della rabbia’ -, un nostro chiarimento è dovuto. Soprattutto per chi ci conosce da otto anni e sa quanto ci spendiamo per la buona riuscita della nostra festa e per fare della nostra casa, la casa di tutti.
Il ‘Bar della rabbia’ è un evento organizzato dalla pro loco Montecampano: un’organizzazione costituita da uomini e da donne che perseguono un obiettivo comune, legato alla visibilità del contesto in cui viviamo. Individualmente siamo espressione di una molteplicità di idee, di certo non legate ad estremismo di nessun tipo. Come tutti sanno, per statuto, la pro loco è un’associazione apolitica e apartitica che, di conseguenza, organizza manifestazioni apolitiche e apartitiche. Pertanto – continua -, ci dissociamo da qualsiasi dichiarazione che ci dipinge come organizzatori confusi che vogliono ledere l’immagine e il messaggio portato avanti dai nostri ospiti. Anzi, il nostro obiettivo è solo quello di portare sul palco la buona musica al di là della provenienza politica dei gruppi che chiamiamo a esibirsi e di accontentare ogni tipologia di pubblico.
Teniamo a ribadire – proseguono gli organizzatori – che non abbiamo criteri di scelta legati a nessuna appartenenza politica e che costruiamo le nostre manifestazioni utilizzando come vertice esclusivamente la competenza da un punto di vista musicale, stando molto attenti affinché il nostro palco non diventi condizione fondante per l’esplicitazione, non di idee legate alla visione del mondo e della società, bensì di odio, aggressività e/o violenza. Non vogliamo che delle discussioni di natura politica possano ledere il nome e infangare il lavoro di chi da tanti anni, tutti i giorni, lavora per il bene del proprio paese e da queste ci dissociamo.
Ci scusiamo – concludono – con i nostri amici. Vi aggiorneremo molto presto sulle sorti della manifestazione. Il nostro è e deve essere un gruppo senza bandiere”.
Essendo una polemica nata e sviluppatasi su Facebook, non potevano mancare i commenti dei fan delle due band. Così sul social network c’è chi critica la decisione della Banda Bassotti e chi, invece, l’appoggia.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY