Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo L'appello ai magistrati di un padre che da anni combatte la sua battaglia per l'affido condiviso dei figli minori

“Non siamo papà bancomat, ma genitori… “

Condividi la notizia:

Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un papà di due bambine. Da anni, combatto difendendomi da azioni contro la mia genitorialità.

Sei anni sono lunghi da sopportare tra azioni legali, difese, udienze, ricorsi, sentenze. Dal 2006 esiste una legge, la n.54, che regola l’affido condiviso dei minori.

A mio modesto avviso è una legge fatta molto bene, che non fa più differenza tra mamma o papà ma parla semplicemente di genitori, di “bi-genitorialità”.

Fino a qui nulla di strano, ma il problema è nella sua applicazione, perché, benché sia una legge moderna con i nostri tempi, quindi puntuale e finalizzata alla migliore crescita dei nostri figli anche nella situazione di una famiglia disgregata, la giustizia italiana (non tutta, per fortuna) è spesso legata ai vecchi schemi di una volta, dove la figura paterna è considerata marginale, satellitare rispetto a quella materna, una sorta di “zio”.

Sopratutto dal punto di vista economico, la “nuova” legge non parla più di assegno di mantenimento dei minori, ma bensì di assegno “perequativo” calcolato attraverso precisi parametri in modo da evitare ingiusti aggravi economici a carico di uno dei due genitori, che di solito è sempre il padre.

Questo accade ancora troppo spesso, creando dei papà penalizzati, dei papà bancomat, anche nei casi in cui i tempi di permanenza dei figli con l’uno o l’altro genitore sono, come nel mio caso, pressoché paritari.

Siamo diventati un vero e proprio business, papà che a volte faticano a sopravvivere, papà che non possono più effettuare spese ordinarie per i nostri figli, nonostante la legge parli di “mantenimento diretto del minore”, dandoci (sulla carta) il diritto di acquistare noi stessi le cose di cui hanno bisogno i nostri amati bambini e credetemi che fare acquisti con loro è una cosa bellissima.

Rafforza molto il legame genitore/figlio. Questa cosa mi manca molto e manca anche alle mie bambine.

Oggi le cose sono cambiate. I papà si sono emancipati cominciando a fare azioni che, tanti anni fa, erano delegate sempre alla mamma. Li vediamo, sempre più spesso, accompagnare i figli a scuola, parlare con le maestre, fare la spesa al supermercato a volte parlando con le signore più grandi di offerte o ricette, prendersi cura della casa, cucinare, stirare, ecc… ed è giusto che sia così. Siamo cambiati.

Non siamo più dei papà ma dei semplici/fantastici genitori. Il mio appello è rivolto, quindi, alla giustizia, ai magistrati.

Chiedo, con umiltà e rispetto, di leggere sempre con attenzione gli atti che vengono sottoposti alla vostra attenzione, leggete e indagate e, se necessario, e se avete dei dubbi, approfondite ogni situazione, scavate alla ricerca della verità e soprattutto svincolatevi dai vecchi pregiudizi, ma siate al passo con i nostri tempi.

Dovete essere certi della decisione presa perché avete nelle vostre mani la vita di una famiglie e il sereno sviluppo futuro dei nostri bambini. Grazie.

A.R. un semplice papà


Condividi la notizia:
19 giugno, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/