Viterbo – Il corpo incorrotto di Santa Rosa torna in processione.
La sera del 31 agosto i facchini di Santa Rosa porteranno in processione il corpo della santa bambina.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle celebrazioni per il giubileo straordinario della misericordia, è stata presentata questa mattina dal don Luigi Fabbri, vicario della diocesi, suor Francesca Pizzaia, superiora del monastero di Santa Rosa e dal presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini. Alla presentazione anche don Fabrizio Pacelli e don Elio Forti.
“La proposta – spiega don Luigi Fabbri – di portare in processione il corpo di Santa Rosa è stata lanciata da Massimo Mecarini alcuni mesi fa e devo dire che ci siamo trovati tutti in perfetta sintonia di intenti. Santa Rosa incarna il tema della misericordia e in questo anno giubilare, dedicato appunto alla misericordia, ci è sembrata un’iniziativa perfetta. Santa rosa può senza dubbio essere definita una testimone di misericordia, per la testimonianza del suo annuncio in una città divisa per la sua prefica fatta di parole come riconciliazione e misericordia”.
Quello messo in cantiere dal comitato, formato da diocesi, Sodalizio e monastero di Santa Rosa, sarà un trasporto eccezionale non solo per la data scelta.
“La modalità del trasporto del corpo sarà del tutto particolare – continua don Fabrizio -. Il 31 agosto alle 21 il corpo di Santa Rosa uscirà dalla basilica, portato a spalla dai facchini, e raggiungerà la cattedrale dove resterà fino al 2 settembre. Una volta che il corpo avrà raggiunto la porta santa della cattedrale daremo il via al giubileo dei facchini. Il corpo della santa sarà in cattedrale per due giorni e i viterbesi potranno venire ad accogliere il dono dell’indulgenza giubilare con la presenza della santa”.
Per l’occasione sono state coinvolte tutte le realtà parrocchiali del capoluogo.
“Festeggiamo l’anno giubilare con eventi straordinari – dice ancora Massimo Mecarini – la doppia processione, l’allungamento del trasporto, la colletta alimentare che abbiamo organizzato fuori la ex chiesa della Pace nei giorni della prova di portata sono tutte iniziative per festeggiare il giubileo ed entrare ancora di più nello spirito dell’anno della misericordia. Invito tutti i facchini, anche quelli che non lo sono più, a venire il 31 al giubileo a noi dedicato”.
La sera del 31 agosto la cattedrale si trasformerà in un luogo di preghiera e confessione. Dopo un breve momento di preghiera, con il corpo della santa al centro i sacerdoti della diocesi saranno disponibili alla confessione fino a necessità.
“Siamo al monastero da sei mesi – dice suor Francesca Pizzaia -, e abbiamo imparato a vivere in un luogo santo. Non conoscevamo Santa Rosa, questa piccola grande donna, e stiamo vivendo tutto questo come un’opportunità. Ci colpisce tanto la continua richeista di aiuto di persone che senza sosta bussano al convento. Come se Santa Rosa fosse il ponte per arrivare al padre. E proprio in questo spirito di opportunità vogliamo mettere un nostro tassello. Come a dire che noi ci siamo e non vogliamo chiudere le porte”.
Al termine della presentazione degli eventi organizzati per l’anno giubilare sono state illustrate le iniziative messe in campo per la formazione dei ragazzi durante l’estate.
“I grest – continua don Luigi – sono un vero e proprio laboratorio di integrazione, dove si impara a vivere con gli altri e a crescere insieme. A Viterbo in queste settimane abbiamo impegnati 2mila bambini 600 animatori. Numeri particolarmente significativi. Questo perché il grest rappresenta una risposta sociale, un’attenzione esigenze famiglie”.
Venerdì 24 giungo al palazzetto dello sport tutti i ragazzi che stanno partecipando ai grest nelle parrocchie potranno vivere un momento di festa tutti insieme. Dalle 16 infatti ci sarà una giornata di divertimento. Che culminerà con il grestparty per gli animatori al Subway.
“Erano anni – dice don Elio – che sognavo un momento comuni per tutti i ragazzi del grest e finalmente ci siamo riusciti. ora dobbiamo cercare di far vivere il grest tutto l’anno”.
Maria Letizia Riganelli
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