Viterbo – (g.f.) – Pignorata la “busta paga” di Chicco Moltoni.
Brutta sorpresa ieri in consiglio comunale all’esponente Gal. Quando ha aperto la comunicazione sui gettoni di presenza del mese scorso, ha visto che l’importo, circa 500 euro, gli era stato trattenuto totalmente.
E’ l’ultimo capitolo di una vicenda che lo vede protagonista suo malgrado di una richiesta di 80mila euro per danno erariale Cev.
Soldi che Moltoni non ritiene di dover versare, in quanto conseguenza di delibere firmate con i pareri positivi da parte dei tecnici e perché, da assessore, all’epoca era certo d’essere coperto da regolare assicurazione che avrebbe dovuto tutelarlo in casi come questo.
Non è andata così. La compagnia non ha coperto il danno, sostenendo che la documentazione da parte degli uffici non fosse in ordine. C’è una causa in corso per capire chi ha ragione, l’udienza è stata rinviata.
Intanto però, Equitalia è andata avanti. Pignoramento presso terzi. Siccome il comune deve soldi in gettoni di presenza a Moltoni, ha intimato di trattenerli e versarli alle casse statali.
Un bel pasticcio. Anche perché il consigliere era all’oscuro di tutto. “Sono andato a chiedere – dice Moltoni – a cosa fosse dovuto e mi hanno risposto che è arrivato un pignoramento. E si andrà avanti così finché sono consigliere comunale”.
Solitamente da uno stipendio si toglie una parte. “Qui hanno sono andati sul 100 per cento. Dubito che si possa fare”.
Anche perché, in questo particolare momento, non avendo altre entrate, logica avrebbe voluto che fosse equiparato a una normale entrata e non a una extra, pignorabile in toto.
Moltoni non intende stare con le mani in mano. “Sono tutti danni che sto subendo – prosegue Moltoni – e qualcuno pagherà.
Non immaginavo una cosa del genere. Parlerò con il mio avvocato. Io vado avanti, tutto nasce da un errore che non è il mio, ma per il quale adesso sto pagando le conseguenze”.
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