Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono amareggiato, anche se non sorpreso, sull’endorsement che Coldiretti ha esternato a favore delle riforme costituzionali.
L’appoggio al “sì” è stato promosso durante la tappa capitolina del tour “le ragioni del cuore”, in un contesto del tutto surreale di affermazioni secondo le quali l’attuale Governo avrebbe molto a cuore il settore agricolo italiano, nei riguardi del quale avrebbe dimostrato, secondo il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, molta “sensibilità”.
Se per sensibilità si intendono la famigerata e fallimentare istituzione dell’Imu sui terreni agricoli; la disastrosa gestione del Psr sia a livello nazionale che regionale; l’avallo dei numerosi accordi di libero scambio con paesi dai quali importiamo, a tutto discapito della produzione italiana, prodotti agricoli a prezzi irrisori a causa del costo del lavoro molto più basso di quello italiano (cosa possibile molte volte grazie alla totale assenza dei diritti dei lavoratori nei paesi terzi), allora penso che dobbiamo essere molto attenti a questa “sensibilità governativa”, perché sta mettendo a rischio l’intero comparto agroalimentare nazionale.
Da segnalare le affermazioni del presidente della Regione Zingaretti che intende consegnare alle aziende agricole “i 50.000 ettari delle università agrarie e gli altri 20.000 di proprietà degli enti regionali” dopo che questi sono stati richiesti proprio dalla Coldiretti.
Auspico chiaramente che tali terre, qualora il progetto vada realmente avanti, siano consegnate agli agricoltori sulla base di elementi che non siano l’iscrizione ad un’associazione di categoria, piuttosto che ad altre.
Se ciò avvenisse, infatti, molti potrebbero fraintendere il significato delle parole “per una questione di mera opportunità” con le quali il segretario Gesmundo ha appoggiato il “sì” alle riforme costituzionali.
Massimiliano Bernini
Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati
Movimento 5 Stelle
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