Viterbo – (g.f.) – Capitale italiana diffusa della cultura, a Viterbo, ma pure Orvieto e Chiusi si parla etrusco.
Al centro del dossier per il 2018 ci sono gli etruschi.
Data ultima per consegnare il dossier, il 30 giugno e ieri all’incontro sul distretto turistico per l’Etruria meridionale, l’assessore al Grandi eventi Giacomo Barelli ha dato qualche anticipazione.
“Gli etruschi sono al centro – spiega Barelli – di un concetto di città della cultura diffusa. Si poteva fare con più realtà e lo abbiamo spiegato al ministero”.
Ci sono gli etruschi, da un punto di vista inedito. “Declinare la civiltà etrusca in un concetto di modernità – anticipa Barelli – è quanto previsto, leggendo l’introduzione e le linee guida progetto. Ci sono punti di modernità.
Gli etruschi erano una società eterogenea e dinamica: “Aperta a scambi, con una curiosità innata verso gli altri, senza discriminazione etnica, propensi agli scambi culturali. E’ un lavoro di grande importanza e attualità. Hanno qualcosa da insegnare oggi”.
Una proposta, poi, da Barelli, una volta consegnato ed espletate le formalità, far conoscere subito il contenuto del dossier.
“E’ un lavoro che comprende non solo cultura e turismo, ma anche parità di genere, inclusione sociale, elementi presenti nel dna dell’Etruria”.
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