Vignanello – “E’ stata un’aggressione”.
L’avvocato Andrea Ramadori del foro di Roma interviene sull’accoltellamento a Vignanello la notte del 20 marzo 2015. Ramadori assiste uno dei tre ragazzi, parti civili al futuro processo a quattro giovani accusati di lesioni personali aggravate.
“Non si è trattato di una zuffa – precisa il legale -. Il termine ‘zuffa’ può far pensare a due gruppi di persone, uno contro l’altro, impegnate a picchiarsi reciprocamente. In questo caso, il mio assistito e gli altri due ragazzi sono stati aggrediti da altri, mentre loro non avevano alcuna intenzione di cercare lo scontro con qualcuno”.
Tutto avviene in pochi, drammatici minuti, fuori da un bar a Vignanello. I tre giovani vengono medicati al pronto soccorso: la prognosi è stata di 7 e 10 giorni per lesioni provocate forse da un coltello, forse da cocci di bottiglia. Fin da subito il movente politico viene considerato come il più probabile dagli investigatori. I feriti apparterrebbero ad ambienti di sinistra, mentre alcuni dei quattro imputati sono riconducibili all’estrema destra.
“Il mio assistito – continua l’avvocato Ramadori – non è mai stato sentito dalla procura della Repubblica di Viterbo, quindi il suo comportamento non può essere definito reticente. Anzi: ha prontamente sporto denuncia per l’aggressione subita”.
Il processo inizierà a gennaio 2018 davanti al tribunale di Viterbo.
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