Farnese – L’ex sindaco Pomarè tra gli Amministratori sotto tiro.
La vicenda dell’ex sindaco di Farnese Dario Pomarè a cui nel febbraio del 2015 venne raso al suolo un intero uliveto di 160 piante, incendiato un casale agricolo, un trattore e un rimessaggio finisce nel rapporto, che Avviso Pubblico redige dal 2010 (Attentato indimidatorio: fotocronaca – slide).
Nel documento vengono elencati il numero delle minacce e delle intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e di persone che operano all’interno della pubblica amministrazione in tutta Italia.
“Nel 70% delle situazioni censite – si legge nel rapporto -, gli amministratori locali e il personale della Pubblica amministrazione – comandanti e agenti di Polizia municipale, segretari e vice segretari comunali, dirigenti e funzionari, assistenti sociali, ma anche presidenti di enti e aziende partecipate – sono stati fatti oggetto di minacce dirette”.
Quindi il riferimento a Farnese: “Uno dei casi che ha destato maggiore impressione è quella di Dario Pomarè, ex sindaco di Farnese, comune di circa 1600 abitanti in provincia di Viterbo, al quale nell’arco di pochi giorni sono state tagliate 160 piante d’olivo e da frutta, sono stati uccisi a colpi di bastone due cani da caccia e altri animali domestici e, da ultimo, gli sono stati bruciati un piccolo casale e l’automobile.
L’ex primo cittadino è riuscito a bloccare l’occupazione abusiva di 30 ettari di terreno del Comune che da diversi anni erano utilizzati illegalmente da una famiglia pronta a tutto pur di difendere in ogni modo questo privilegio” (video – Terra madre: fotocronaca – slide).
In seguito all’operazione Terra madre, finirono ai domiciliari tre persone. Poi scarcerate.
Oltre a riportare i dati, il Rapporto analizza il fenomeno nella sua complessità, individuando le regioni e le province più colpite e distinguendo le intimidazioni e le minacce per tipologia, attraverso una dettagliata analisi, supportata anche da grafici e da pareri degli esperti.
Nel dettaglio: “Sono 479 gli atti di intimidazione e minaccia rivolti ad amministratori locali e funzionari pubblici censiti da Avviso Pubblico per l’anno 2015 – si legge nella relazione -. Una media di 40 intimidazioni al mese. Una minaccia ogni 18 ore.
Rispetto al 2014, quando furono 361, si registra un preoccupante incremento del 33%.
Questa piaga nel 2015 ha coinvolto 17 Regioni – immuni solo Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Umbria – 79 Province e 266 Comuni, facendo segnare un incremento del 14% sulle Province e del 17% sui Comuni. Gli aumenti più significativi nel Centro-Nord si registrano in Lombardia (da 13 a 29 casi censiti, più che raddoppiati) e nel Lazio (da 28 a 39)”.
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