Sapri – Body building, Giulia Cima è Miss universo.
Al telefono, ha il tono di voce di chi ce l’ha fatta. Di chi ha dentro la gioia di aver visto ripagati i sacrifici di un intero anno. Nelle orecchie, le risuona il suo nome pronunciato dal giudice che la proclamava miss Universo nella categoria “hard”.
Giulia Cima è campionessa. All’importantissima competizione della Aic/Ibfa di body building di Sapri ha sbaragliato tutte le sue avversarie. E’ andata fino in fondo, senza mai mollare. L’hanno guidata la determinazione, la forza e la passione per lo sport. Qualtà che spesso l’hanno fatta trionfare.
“E’ stata una tre giorni emozionante – racconta Giulia -. Sabato erano in programma gli italiani, domenica il titolo per miss e mister universo, in cui io gareggiavo nella categoria “Hard”, e lunedì gli europei. Ho vinto e sono stata anche l’unica italiana premiata, perché le altre erano tutte straniere.
La preparazione è stata lunga ed è durata più di un anno. Gli ultimi dieci giorni poi sono stati un sacrificio enorme, perché non riuscivo ad asciugarmi e ho quindi iniziato un’alimentazione a base di acqua e pesce lesso che mangiavo anche a colazione. Ho perso dieci chili in dieci giorni.
Intanto, però, sognavo la frutta, che adoro. Ne sentivo l’odore, senza mai mangiarla. Il fatto è che sono anche cresciuta muscolarmente e per questo ho dovuto ridurre un po’ tutto”. Tranne l’esercizio fisico. “La mattina andavo in palestra e via con l’allenamento duro.
Di solito, facevo serie di dodici ripetizioni per gruppo muscolare. Poi la pausa pranzo e il pomeriggio mi dedicavo al cardio con la corda alternata allo step, il bastone per assottigliare la vita e gli addominali liberi. Sono arrivata a farne 700 al giorno. Ero sempre tutta coperta per sudare al massimo”.
Il giorno della gara è arrivato. “Domenica sera, alle 20, 30 sono salita sul palco. Con me, in gara, c’era anche una campionessa che mi aveva battuto ai mondiali due anni fa. Stentava a riconoscermi per la mia forma fisica ed è stata una soddisfazione, perché significava che avevo fatto un bel lavoro.
Durante la competizione, ho fatto tre o quattro posizioni a giro sul corpo, mentre le altre hanno ballato o sfilato. Alla proclamazione, quando ho sentito il mio nome, non ci credevo. Sono saltata di gioia. Una reazione che, di solito, non ho mai, ma ero davvero stra felice.
Quella di Sapri è un’esperienza unica. Da vivere per la serenità e la tranquillità che si respirano durante tutta la manifestazione. In giro, si vedono persone bellissime, tutte scure e grosse – ironizza -. Uno spettacolo vero”.
A mente lucida, Giulia ripercorre gli istanti successivi alla sua proclamazione. “Appena dopo la vittoria sono andata a isolarmi dietro le quinte. Ho messo la statuetta, che rappresenta un culturista, per terra e ho preso il cellulare. Volevo fotografarla, ma le mani mi tremavano a tal punto da non riuscire a tenere il telefono. Ho dovuto fermare un ragazzo per fargliela fare. Poi è arrivato il caos di fotografi e gente che si congratulava. Alla serata erano presenti Biagio Felizzola, presidente Ibfa, e il figlio Temugin, che hanno organizzato la manifestazione.
Ad accompagnarla c’era Ascanio Vernati che ha condiviso con lei questa esperienza. “Subito dopo la gara, lui voleva andare a mangiare la pizza, ma erano due giorni che non bevevo e avevo una gran sete per cui mi sono presa il gelato, credo fosse mezzo chilo. Poi è arrivata la pizza e infine il cocomero. Avevo, però, bisogno di fermarmi a riflettere e di restare con me stessa per recuperare le energie. Ero felice”.
Per Giulia, non è il momento di fermarsi. C’è altro da conquistare. “Ho già iniziato un’alimentazione e un allenamento specifico. Vado avanti e sto già pensando a una grande gara da affrontare in inverno. Poi vorrei andare all’estero per esplorare cose nuove. Devo farlo per quanti hanno creduto e credono in me. Ringrazio per questo anche la Banca di Viterbo e chi mi ha spinto a dare il meglio.
Per ora, mi godo il momento e dedico questo successo al mio preparatore e naturalmente a mia figlia Eva. In queste occasioni, sono loro a sopportarmi. Ci sono sempre. Siamo noi tre. Mi stanno vicino, soprattutto nei giorni prima della gara in cui è davvero difficile capirmi perché non parlo e ho i miei momenti di isolamento. Le mie vittorie – conclude l’atleta – sono le nostre vittorie”.
Paola Pierdomenico
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