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Riceviamo e pubblichiamo – I disastri della Talete sono tutti imputabili ai politici Viterbesi, di entrambi gli schieramenti politici, che si sono succeduti nel tempo dalla costituzione dell’ambito territoriale Ato 1.
I Comuni che hanno aderito a Talete sono poco più della metà e ai cittadini di questi Comuni viene chiesto ancora una volta un aumento della tariffa, in quanto l’aumento del circa 40% effettuata nel 2010 non risulta sufficiente.
Questo aumento penalizza quei Comuni che in modo virtuoso sono confluiti in Talete. La domanda sorge spontanea: perché devono essere questi cittadini a sopportare il salvataggio di Talete? E i Comuni che non hanno aderito? Ma in questa Italia non siamo tutti uguali? I politici viterbesi forse non si rendono conto che il clima nel Paese, con l’insediamento del nuovo governo, sta cambiando.
A pagare questa inefficienza debbono essere in prima persona chi la ha provocata cioè i politici, questi facessero un atto di buona volontà versando una parte dei loro lauti emolumenti in Talete, e allo stesso tempo azzerassero gli incarichi politici del consiglio di amministrazione che servono solamente per sistemare gli amici.
All’interno di Talete esistono delle figure veramente molto professionali da poter fare a meno di un consiglio di amministrazione, in quanto le decisioni devono essere prese dai sindaci, gli unici che rappresentano i cittadini ai quali debbono rendere conto. Il resto sono solo chiacchiere.
Pietro Vacca
Presidente Federconsumatori Viterbo
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