Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendo da una telefonata amica la scomparsa del caro Tonino Longo.
E’ una giornata triste e di lutti per il mondo della scuola viterbese. Tonino per molti docenti, anzi quasi per tutti almeno una volta, era stato il sindacalista con il consiglio giusto, con la soluzione venuta dopo la riflessione ben ponderata, con il suggerimento che poi sarebbe risultato quello più prezioso e vincente.
Lo conobbi alla Uil tanti tanti anni fa. Mi ricevette con il solito sorriso barbuto e bonario, scrutando nei miei occhi le aspirazioni e gli ideali da docente “del cuore”, come mi chiamava spesso.
Fu lui ad accompagnarci a Frosinone a fare il concorso nel 2000, assieme ad altre colleghe; fu lui ad accompagnarci a prendere il ruolo a Roma, in una giornata calda di un luglio decenni di anni fa. Ed era sempre lui a supportarci orgogliosamente in ogni sfida in cui ci lanciavamo: una nuova scuola, un nuovo contratto, un concorso, un corso, un progetto e con me perfino nell’avventura elettorale comunale a Viterbo nel 2013: quando gli mostrai il santino elettorale…. mi sorrise e mi disse parole indimenticabili .
E’ stato sempre presente nella mia vita professionale, dal precariato al ruolo, dal dottorato alle presentazioni dei miei libri: un amico sincero, tanto stimato quanto prezioso.
Qualsiasi esperienza passava attraverso di lui: l’ultima volta lo avevo incontrato a marzo per un consiglio di lavoro: ci siamo offerti il solito succo d’ananas, abbiamo parlato per ore della scuola, dei figli, della famiglia, della cultura, quella vera che si fa dai banchi e che lui condivideva con noi perché ci credeva più di noi.
“Dobbiamo vederci più spesso, con te si trova subito il bandolo della matassa, tutto è più semplice dal tuo punto di vista”, gli avevo confessato. Non aveva lasciato trapelare nulla delle sue difficoltà di salute, anzi mi disse che stava meglio…. Invece, da oggi in poi, ci mancherà davvero, con le sue smorfie, il suo “jabadaba” o l’a me me piace, con le sue foto agli scioperi, col suo esserci per tutti e sempre, col suo fare senza dire, con il suo essere senza bisogno di apparire, con la sua passione per il sindacato, per il suo amore per la scuola pubblica, per la cultura libera, laica, responsabile e disinteressata.
Non ci sono parole per ringraziarlo e molti ne serberanno un grande ricordo; chi per l’amicizia, chi per l’insegnamento, chi per il lavoro.
Ciao Tonì’, non ci si vede più al solito posto, al sindacato, dopo le 19, quando finiscono gli appuntamenti ufficiali e continuavi il tuo operato fino a tardi, in quelle stanze su all’ultimo piano, caposaldo per molti anni del tuo fare e incidere quotidiano, dove hai cambiato tanta vita dei prof.
Ciao professò, avevi ragione… l’unica equazione che non si risolve è la morte, non la vita.
Maria Cristina Baleani e le insegnanti amiche iscritte alla Uil dal 1995
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY