Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un uomo di scuola. Anzi, la scuola in un uomo.
Questo è il ricordo di Tonino che più resta impresso. Ogni volta che varcava la soglia di un istituto non passava mai inosservato e, immediatamente, ogni lavoratore (poco importa se ATA, docente o dirigente) aveva per lui un quesito, preparava uno sfogo, solleticava una discussione.
Perché Tonino era la scuola: quell’indicibile e indescrivibile mix di umanità, problematiche sociali, professionali e personali che questo strano ed eterogeneo mondo porta con sé. Tonino sapeva convogliare sulla sua carismatica figura, polarizzandoli, tutti gli infiniti contrasti della professione, perché, da vero sindacalista, amava le relazioni umane basate sulla comunicazione reale.
In un universo dominato ormai dalla dimensione della virtualità, egli si teneva lontano dal messaggio di testo, ma prediligeva il dialogo, la partecipazione, il coinvolgimento.
Un uomo di relazione, sempre presente, vicino, in prima linea. Non c’era manifestazione senza Tonino, non c’era riunione, non c’era congresso. Talvolta c’era anche lo scontro, ma mai sulle persone o sui caratteri, ma sempre e soltanto sulle norme, sui processi, sulle interpretazioni. E in ogni caso, se Tonino parlava, esprimeva un giudizio, non si poteva fare a meno di rifletterci su, di approfondire… Ognuno di noi, avendolo incontrato, ha il suo personale aneddoto: chiaro segno di una personalità forte e complessa.
Ognuno di noi ha sempre vivo nella mente quel suo “esserci” travolgente. E nella nostra scuola lui ha portato tutto: assemblee, congressi, feste.
Proprio a dimostrare quella dimensione collettiva, multidirezionale e aperta della realtà scolastica. Strano uomo Tonino: un precursore, un visionario, ma anche testimone di un modo di fare sindacato che forse non c’è più e che lui ha portato via con sé.
E nella nostra scuola, per tanti anni, ha lavorato anche Carla, la sua cara e inseparabile compagna di una vita, una delle poche testimoni delle ultime sofferenze di Tonino. E come Tonino, in questo perfettamente degno l’uno dell’altra, ha portato umanità, generosità, qualità e quantità di relazioni, altruismo, infaticabilità.
Lo stesso senso di abnegazione per la scuola di Tonino; lo stesso irremovibile senso di giustizia; lo stesso piacere di stare tra le persone e di aiutarle. E ora anche a lei, come a noi, mancherà quella voce roca e bassa, ma piena di forza, di calore e di umanità. La voce della scuola, come giustamente aveva chiamato il giornale del suo sindacato.
Istituto Comprensivo statale “Pietro Egidi” di Viterbo
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