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Referendum costituzione - Il Psi di Viterbo invita a votare sì

“La riforma non fa danni”

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Viterbo - La sede viterbese del Psi

Viterbo – La sede viterbese del Psi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I motivi del sì al referendum nel convegno-dibattito del Psi federazione di Viterbo.

Si è svolto a Viterbo il convegno dibattito sulle riforme e il referendum, con la presenza del senatore Luigi Covatta direttore della rivista Mondoperaio, che ha chiaramente illustrato i motivi per cui i socialisti chiedono di votare sì al referendum costituzionale.

La riunione ha visto la partecipazione di compagni provenienti da tutta la provincia, attenti e compresi dell’importanza che riveste per l’Italia la riforma, che hanno posto al senatore Luigi Covatta molte domande, in particolare sugli opportunismi, nemmeno tanto mascherati, di personaggi che pur essendo da sempre fra coloro che chiedono riforme in senso maggioritario e per la semplificazione della politica, ora sostengono il no alla riforma costituzionale.

In realtà è proprio questa la differenza che corre tra i sostenitori del sì e coloro che chiedono di votare no senza vere motivazioni, ma esclusivamente perché cercano attraverso questo voto referendario di abbattere il governo e tutto il parlamento.

Entrando nel merito della riforma costituzionale approvata dal parlamento e proprio per legge costituzionale da sottoporre al referendum, il senatore Covatta ha ricordato come da moltissimo tempo si cerca di superare il bicameralismo perfetto, perché considerato un problema.

Anche la polemica sulla  non modificabilità della Costituzione è solamente strumentale. Infatti la Costituzione italiana è stata cambiata dal 1948 ben 35 volte, in modo parziale e spesso avventato. Nel 1948 era previsto che la Camera durasse in carica 5 anni e il Senato 6 anni . Nel ‘63 è stata ancora cambiata e dal  ‘65 che esistono proposte per superare questo problema.

La soluzione trovata ora è più o meno condivisibile, però non è una cosa drammatica come alcuni vorrebbero far credere. E’ del tutto evidente, ha detto Covatta, che il problema non sta nel merito, ma s’intende utilizzare questo strumento per opportunità partitiche.

Questa riforma infatti non fa danni e certamente non risolve tutti i problemi esistenti. Può aprire la possibilità alla formazione di una assemblea costituente, eletta a scrutinio proporzionale, per proseguire l’azione di revisione. I pericoli che qualcuno attribuisce a questa riforma quali quello dell’accentramento dei poteri sono un falso storico.

La riforma occorre:
1- Per superare il bicameralismo perfetto e rendere più snella l’approvazione delle leggi;
2- per dare maggiore stabilità all’azione del governo in parlamento;
3- per limitare l’uso dei decreti legge ai soli casi di reale urgenza in linea con la giurisprudenza della Corte costituzionale;
4- per razionalizzare le competenze tra stato e regioni senza confusioni o conflitti di competenza;
5- per ridurre il quorum dei referendum abrogativi facilitandone così l’effettivo raggiungimento da parte degli elettori;
6- per introdurre referendum propositivi e di indirizzo che consentano al corpo elettorale di determinare le politiche pubbliche;
7- per sottoporre le leggi elettorali al giudizio di legittimità costituzionale;
8- per ridurre i costi della politica regionale;
9- per semplificare i livelli di governo territoriali.

Il senatore Luigi Covatta concludendo la riunione ha anche affermato: “Gli opportunismi partitici dovrebbero avere dei limiti “, se si vuole il bene del Paese.

I socialisti sono da sempre contro gli opportunismi politici, è innegabile infatti come non abbiano mai utilizzato lo strumento del tanto peggio nel paese, tanto meglio per la propria fazione. I socialisti sono per il sì, per le reali motivazioni che sono alla base della riforma. Invitano pertanto i cittadini ad informarsi correttamente e di votare sì al referendum costituzionale.

Coordinamento Psi Federazione Viterbo


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10 luglio, 2016

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