Viterbo – (r.s.) – Nella Tuscia sono 141 i posti d’accoglienza per gli immigrati. Fanno parte della rete Sprar, il sistema di protezione dei rifugiati e richiedenti asilo.
Il dato emerge dal rapporto 2015, presentato nella sede romana dell’associazione nazionale comuni italiani.
Se nella Tuscia sono 141, in tutta Italia i posti per l’accoglienza sono più di 21mila – in attesa dell’entrata a regime degli altri 4mila, assegnati a 174 comuni ed enti locali dopo un bando di 10mila euro.
21mila posti per 30mila immigrati ospitati, nel 2015, nei progetti della rete Sprar. Perno del sistema è l’adesione volontaria delle amministrazioni locali. Sono almeno ottocento i comuni coinvolti nel progetto. Nella Tuscia, cinque: Acquapendente, Bassano Romano, Celleno, Corchiano e Viterbo.
Nel capoluogo i posti sono 43, a Celleno 35 e ad Acquapendente, Bassano Romano e Corchiano 21. Per un totale di 141 posti d’accoglienza in tutto il Viterbese.
I comuni che aderiscono al progetto si appoggiano a cooperative sociali, volontari e associazioni di categoria. E interagiscono con la dimensione nazionale e regionale tramite formazione, monitoraggio e continua rendicontazione di spese e attività. A caratterizzare l’accoglienza dello Sprar sono soprattutto le strutture: non grandi centri ma appartamenti o piccole comunità inserite in città o paesi.
L’atlante Sprar mostra un’Italia spaccata in due, in cui il centro-sud accoglie più del nord. Il Lazio è la prima regione per presenze. Qui trova protezione il 22,4% dei 30mila beneficiari. Dietro il Lazio si posizionano, per numero di posti, Sicilia (20,1%), Puglia (9,4%) e Calabria (8,9%). Insieme le quattro regioni rappresentano il 62,9% del totale nazionale.
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