Viterbo – Per il tribunale di Viterbo non c’è prova di maltrattamenti.
Non è stato convalidato l’arresto dell’uomo accusato di aver picchiato il figlio di 5 anni.
Lo ha deciso il gip Savina Poli. Per il giudice del tribunale viterbese il fermo sarebbe stato eseguito non in flagranza di reato e senza elementi sufficienti a comprovare l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Il trentenne arrestato due giorni fa dalla polizia resta, quindi, indagato per lesioni, in attesa che il procedimento penale comunque instaurato a suo carico faccia il suo corso.
Ieri, in aula, assistito dall’avvocato Luigi Mancini, non ha accettato di avvalersi della facoltà di non rispondere. Davanti al giudice ha negato di aver picchiato il figlio. “Non lo ha mai fatto, né avrebbe mai potuto farlo”, lo ha difeso il suo legale. Le lesioni riportate dal piccolo sarebbero opera di un litigio con un ragazzino più grande, secondo la difesa.
Al bimbo sarebbe stata riconosciuta una prognosi superiore alle due settimane. Al pronto soccorso è arrivato tumefatto e con un vistoso ematoma all’orecchio.
Dopo l’udienza di convalida, il gip ha rimesso il padre in libertà.
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