Viterbo – (g.f.) – Il consiglio comunale si sposta nelle frazioni. Virtualmente.
E’ oggi il giorno destinato alla seduta straordinaria dedicata alle frazioni ex comuni. Dopo mesi d’attesa. Se n’è cominciato a parlare ad aprile, poi sempre rinviata.
Richiesta da tutta l’opposizione, punta il dito contro la distanza, non solo fisica dei territori periferici.
E su quanto non è stato fatto dall’amministrazione Michelini in questi anni. Partendo dai consigli nei territori ex comuni: Grotte Santo Stefano, Bagnaia, San Martino e Roccalvecce.
Istituiti e poi lasciati al loro destino. Sostanzialmente inutili. Da riconvertire a utili.
A questo dovrebbe servire la seduta. Sempre che ci siano i numeri per farla partire. Dal centrosinistra si prevedono defezioni.
Nell’ordine del giorno si chiede di predisporre tutti gli atti per consentire l’elezione dei consigli come prevede il regolamento e soprattutto, garantire nel bilancio 2017 somme adeguate per risolvere i problemi degli ex comuni.
Inoltre un ufficio amministrativo per ogni ex comune del territorio per fare da interlocutore nei confronti degli abitanti degli ex comuni e dei rappresentanti dei consigli
territoriali.
Ordine del giorno Consiglio Straordinario Consigli di Frazione
Premesso che
I consigli territoriali, così come operanti negli ultimi due anni dal momento della loro costituzione, si sono rivelati inefficaci ai fini della rappresentanza territoriale e della risoluzione dei problemi che affliggono gli ex comuni, in quanto il regolamento istitutivo degli stessi non è stato pienamente rispettato: infatti non sono mai state realizzate le elezioni dirette dei membri del consiglio di frazione, previste dagli articoli 5 e 20 del Regolamento approvato con Delibera di Consiglio Comunale numero 201/2012, che avrebbero permesso una rappresentanza diretta e legittimata dalla volontà popolare dei suoi membri.
Parimenti, ai consigli di frazione non è mai stato dedicato uno specifico capitolo di bilancio che li mettesse in condizione di operare, nell’autonomia concessa dal rapporto stesso tra istituzioni.
Viste
La delibera C.C.n. 201/2012;
La delibera C.C.n. 4/2014.
Impegna il sindaco e la giunta a:
indire le elezioni dirette dei consigli di frazione nel rispetto del regolamento istitutivo degli stessi ed in particolare i suoi articoli 5 e 20;
prevedere un apposito capitolo di bilancio all’interno del bilancio di previsione 2017, così da rendere i consigli territoriali delle articolazioni operative e rappresentative del territorio;
prevedere, nell’ambito dell’organizzazione degli uffici e dei servizi, un apposito ufficio amministrativo per ogni ex comune del territorio del Comune di Viterbo che funga da interlocutore nei confronti degli abitanti degli ex comuni e dei rappresentanti dei consigli territoriali stessi, al fine di risolverne le problematiche in maniera più efficace e diretta.
Documento relativo alla seduta di Consiglio Straordinario del 22/04/2016 avente per O.d.G Consigli nei territori già comuni della Città di Viterbo.
In data 20/12/2012 atto n. 201 il Consiglio Comunale dell’epoca approvò un Regolamento per l’istituzione ed il funzionamento dei consigli nei territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce.
Però questa indicazione specifica di realtà locali non ci deve far dimenticare che esistono importanti realtà abitative come la frazione di La Quercia ( ex circoscrizione autonoma) e le realtà rurali di Monterazzano e Castel D’Asso ( ex III^ circoscrizione ) , che hanno comunque e sempre una loro identità e specificità storica e culturale ed anch’esse hanno necessità di concreta e fattiva attenzione da parte degli organi centrali.
Con questo documento si cercò in maniera costruttiva e concreta di poter sopperire al vuoto amministrativo creato dalla soppressione per legge delle circoscrizioni, che se per la città avevano una importanza normale ma utile per certi aspetti per le realtà extra cittadine avevano una importanza fondamentale su tutti i fronti.
Brevemente riportiamo che questo Regolamento si compone di 19 articoli più l’art.20 che costituisce la Norma Transitoria, che prevede l’avvio di queste realtà decentrate, stabilendo il percorso amministrativo necessario a portare a regime la costituzione dei Consigli su base elettiva.
La necessità di convocare questo Consiglio Straordinario, nasce dall’aver constatato l’assenza di verifica dei rapporti con l’amministrazione centrale, del relativo confronto e della condivisione sulla prevista sperimentazione, art.20 Norma Transitoria del Regolamento, tutto a danno delle fasi successive.
Aver constatato le conseguenti lentezze istituzionali nei confronti di questi organismi decentrati che sono stati istituiti con lo scopo di poter garantire una migliore e maggiore partecipazione e condivisione delle scelte amministrative, legate alle esigenze di queste realtà extra cittadine, degli ex comuni, frazioni e realtà rurali che dipendono dal Comune di Viterbo.
Una delle premesse importanti e fondamentali di un giusto ed equilibrato rapporto amministrativo, tra cittadini ed organi di governo, diventa quella di considerare il fatto che i cittadini di queste realtà decentrate pagano le tasse come gli altri cittadini virtuosi ed a pieno titoli hanno gli stessi diritti e doveri, se un dovere è pagare le tasse diventa automatico il diritto di pretendere ed ottenere la giusta e doverosa considerazione amministrativa di chi governa, in termini di servizi, strutture ed infrastrutture ed anche investimenti economici sul territorio.
In data 21/01/2014 con delibera n° 4 questo Consiglio Comunale approvò la nomina dei componenti dei quattro Consigli con le modalità previste dal Regolamento sempre dalla Norma Transitoria punto 1 , mentre a tutto oggi rimangono disattesi i punti 2, 3, 4 e 5 del citato art. 20.
L’attuazione di questi punti è propedeutica e fondamentale per attivare la fase conclusiva e democratica dell’elezione di detti Consigli e quindi rendere agibile tutta la parte relativa al Funzionamento del Consiglio art. 7, all’Elezione del Presidente art.8; ai compiti del Presidente art.9; alla nomina del Segretario art. 10 ed al Diritto d’Informazione art.11. per poi passare al Titolo III : Funzioni del Consiglio art.12, Funzioni consultive art.13, Funzioni propositive art.14; Funzioni conoscitive e di iniziativa art.15, Funzioni di verifica art.16, Consultazioni dei cittadini art.17, L’assemblea art.18, la Conferenza dei Presidenti dei Consigli art.19.
Già in data 17/04/2015 fu formalizzata e protocollata una richiesta di convocazione di un Consiglio Straordinario sulla questione consigli di frazione firmata da un numero sufficiente di consiglieri come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale art.29 comma 1, ma tutto è stato dimenticato ed omesso, vari solleciti sono stati riproposti per togliere l’argomento dall’O.d.G punto come argomento di natura ordinaria e trasformarlo in Consiglio Straordinario, ma anche questi sono caduti nel vuoto.
Oggi questo documento intende porre il Sindaco, la Giunta e l’intero Consiglio Comunale finalmente di fronte a questi organismi e poter conoscere dai loro rappresentanti le criticità del Regolamento, se ci sono, conoscere le problematiche, le carenze, le criticità e le proposte amministrative utili a rafforzare il rapporto con il Comune, anche in previsione del bilancio di previsione 2016 e soprattutto procedere in tempi brevi alla prevista elezione dei Consigli di Frazione, essendo trascorso il tempo stabilito, dal punto 5 della norma transitoria, di un anno dalla nomina dei componenti avvenuta il 21/01/2014 come da delibera C.C. n 4 .
Dal dibattito e dal confronto che si svilupperà in questa seduta scaturiranno riflessioni, indicazioni e proposte utili a poter consentire una reale funzionalità, una concreta azione di confronto e rappresentatività dei Consigli dei Territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce e potranno modificare tranquillamente la richiesta che andiamo a formalizzare .
Tutto ciò premesso si chiede al Sindaco e alla Giunta Municipale per quanto di competenza :
di porre in essere nel più breve tempo possibile gli atti amministrativi utili a consentire l’ elezione dei Consigli come previsto dal Regolamento per la istituzione ed il funzionamento dei consigli nei territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce, con le modalità previste dal Titolo II artt.4 e 5, essendo scaduto il periodo sperimentale previsto, dall’ art.20 punto 2 del succitato regolamento;
di garantire nel bilancio di previsione anno 2016 capitoli di spesa specifici da quantificare che siano riferiti alle numerose problematiche relative ai servizi, alle strutture ed infrastrutture degli ex comuni, citati nel Regolamento, prendendo spunto anche da eventuali proposte nate nel corso di questo dibattito o da proposte già formulate od in corso di formulazione;
di garantire uguale considerazione ed attenzione per la frazione di La Quercia e le realtà rurali di Monterazzano e Castel D’Asso, che non rientrano in questa organizzazione decentrata e non sono indicati nel Regolamento istitutivo , ma che comunque dovrebbero avere pari dignità amministrativa in virtù della loro storia, delle loro tradizioni e culture, visto anche il loro trascorso amministrativo da ex circoscrizioni;
di garantire nel futuro, una volta eletti i rappresentati dei Consigli, periodici confronti con i medesimi onde poter stabilire comunemente strategie e scelte utili a risolvere i problemi e soddisfare le richieste dei residenti e/o dei loro rappresentanti in Consiglio Comunali siano essi consiglieri delegati del Sindaco ed a determinare insieme le somme da ascrivere a bilancio relativamente ai capitoli di cui sopra.
I consiglieri Francesco Moltoni e Sergio Insogna
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