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Tarquinia - Consiglio comunale sui profughi - Mazzola contro prefetto e governo - Scontro con opposizione e cittadini

“No alla tendopoli alla Polveriera”

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Tarquinia - Consiglio comunale sugli immigrati alla Polveriera

Tarquinia – Consiglio comunale sugli immigrati alla Polveriera

Tarquinia - Consiglio comunale sugli immigrati alla Polveriera

Tarquinia – Consiglio comunale sugli immigrati alla Polveriera

Tarquinia - Ex polveriera San Severino

Tarquinia – Ex polveriera San Severino

Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Tarquinia - La Polveriera

Tarquinia – La Polveriera

Tarquinia - La Polveriera

Tarquinia – La Polveriera

Tarquinia – (g.f.) – “No alla tendopoli alla Polveriera”. Acceso consiglio comunale stamani a Tarquinia sull’annunciato arrivo di centinaia di migranti nell’area di proprietà del ministero dell’Interno. “Non è idonea nemmeno ad ad accogliere un canile”.

La scelta passa sopra il territorio e il sindaco Mauro Mazzola non le manda a dire pure al prefetto.

“Non ci si comporta così – spiega Mazzola – il prefetto mi ha chiamato a cose fatte. Dietro le spalle del sindaco e della popolazione. Non lo accetto e per questo ci siamo subito mobilitati”.

Seduta convocata di buon mattino, alle 8.30 per approvare l’ordine del giorno in cui, partendo dal sopralluogo del 25 luglio in forma riservata e non coinvolgendo il comune, si stia pensando all’insediamento. Cui il comune dice no, anche in forma temporanea. Voto rinviato.

Sì invece, a un’accoglienza spalmata su tutto il territorio nazionale e si dà mandato al sindaco per intraprendere ogni azione per scongiurare la realizzazione.

Sulla vicenda, informa il primo cittadino, Alessandro Mazzoli, deputato Pd ha in programma un incontro col ministro Bocci per spiegare che il territorio sta protestando contro la tendopoli prevista.

“E’ un sito abbandonato – continua Mazzola – c’è tanta eternit, manca l’acqua, non ci sono le fogne, gli impianti non sono a norma ed è a rischio allagamento ogni volta che piove. E non è possibile che ogni volta che cambia prefetto, ministro o sottosegretario, si torni a proporre la Polveriera”. Per la quale c’è già un’ordinanza, ancora vigente, emessa dal primo cittadino.

Gli animi si scaldano. Perché a Mazzola alcune uscite di cittadini sui social non sono piaciute. Alla Polveriera si parla anche di 500 persone che potrebbero arrivare.

“Tutta questa gente non siamo in grado d’accoglierla – continua il sindaco – sono esseri umani che fuggono da guerre. Quando vediamo in tv immagini di bambini che soffrono ci scappa la lacrimuccia e poi su Facebook leggo cose aberranti”.

Il pubblico rumoreggia. In particolare una signora. Mazzola non si fa intimorire. “A lei – dice ancora il sindaco rivolgendosi alla donna – cosa fanno queste persone? Non si vergogna a dire queste cose? Sono persone che non devono essere accolte in questo modo, ma siamo per riceve un numero ragionevole di migranti”.

Il pubblico continua a rumoreggiare pesantemente e qualcuno punta il dito: “Il comune ci guadagna ad accogliere migranti”. Mazzola rispedisce l’accusa al mittente. “Il comune non prende un centesimo, sono i privati semmai. Non il pubblico. S’informi. La gente spara a caso.

Io sono per accogliere, come giusto, 10 o 12 persone, in tutti i comuni d’Italia. Non 300, 500, 700. farò di tutto per evitare la tendopoli, lì come altrove”. Il pubblico rumoreggia. Anche quando durante gli interventi, i consiglieri fanno presente come i profughi non tolgono nulla a nessuno, ma fuggono da guerre.

Marco Dinelli rincara: “La Polveriera non è idonea nemmeno per farci un canile”. E il vice sindaco Bacciardi: “Non voglio lager sul nostro territorio”.

Sul documento, però, la politica vuol dire la sua. Dall’opposizione si rimprovera un consiglio comunale convocato alle 8.30, all’ultimo minuto e senza avere condiviso il documento. Quindi si deve rinviare tutto.

Poi convocare una commissione consigliare permanente, elaborare un documento congiunto, ritornare in consiglio.

“Il documento è stato inserito in urgenza – replica Mazzola – perché se stanno decidendo sulla Polveriera, noi condanniamo la scelta e fra due ore c’è un documento che sta a Roma. Per dire no alle tendopoli, pronti a fare le barricate. Perché a Tarquinia sono tutti contrari”.

Alla fine, per trovare una via d’uscita, il presidente Palmini sospende il punto e domani è convocata la riunione dei capigruppo per stabilire un percorso comune.

La polveriera stamani è in consiglio comunale.


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28 luglio, 2016

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