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Immigrazione - Il segretario Pd Egidi sul collocamento dei richiedenti asilo: "Superficiale e discutibile"

“Non sono bestie ma esseri umani…”

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Andrea Egidi

Andrea Egidi

Acquapendente - Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente - Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente - Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Atti vandalici nel casale degli immigrati

Viterbo – (g.f.) – Migranti, la tensione nella Tuscia resta alta.

Se a Civitella Cesi, 48 previsti non arriveranno, la struttura che si era offerta di ospitarli ha rinunciato, adesso il fronte caldo si sposta a Tarquinia, con il possibile utilizzo della ex Polveriera.

E in mezzo c’è Acquapendente. Con l’atto vandalico al casale Sambucheto. Posto destinato ad accogliere stranieri richiedenti protezione. Quindicimila euro di danni.

Dal Pd, il segretario provinciale Andrea Egidi chiama in causa le istituzioni, prima fra tutte la prefettura, per un maggiore coordinamento con il territorio.

“Sento l’esigenza – dice Egidi – di sottolineare l’atteggiamento dei due comuni.

Un atteggiamento, quello dei sindaci e delle maggioranze che dovrebbe essere d’esempio e tenuto in considerazione da quelle istituzioni che hanno il compito di coordinare l’attività di accoglienza, che a mio modesto parere lo stanno svolgendo con superficialità ed in modo assai discutibile.

Un atteggiamento positivo quello di Acquapendente così come quello di Tarquinia che hanno espresso la giusta disponibilità in un quadro di condivisione e cooperazione tra tutti gli enti locali della Tuscia”.

Chi sbarca in Italia non viene in vacanza: “Si lascia alle spalle morte e distruzione e non rappresenta carne da macello o sacchi di sabbia da ammassare in strutture fatiscenti o prive di adeguati standard sanitari.

E’ vergognoso far si che oltre 80 esseri umani debbano essere messi in un hotel con una capienza massima di 24 posti come ad Acquapendente O ipotizzare che una vecchia polveriera si possa trasformare in un nuovo lager  per ospitare centinaia di esseri umani come a Tarquinia.

Non è accettabile che tali decisioni siano assunte dalle istituzioni competenti “di nascosto”, senza coinvolgere i sindaci e magari con sopralluoghi fatti in notturna e in solitaria”.

Si tratta di persone.

“Chi ha il compito di gestire questa vicenda – insiste Egidi – dovrebbe sapere che il problema non è allocare bestie, ma esseri umani cui la vita ha voltato le spalle.

A differenza degli stessi che  distribuiscono quote senza rispettare chi governa i cittadini.

Siete in tempo per aiutare in modo dignitoso questi esseri umani e per far sì che nella Tuscia le comunità locali possano esprimersi al meglio sul versante della solidarietà e dell’accoglienza”.

 


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30 luglio, 2016

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