Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Confederazione italiana agricoltori è schierata al fianco di Giuseppe Capuani e de “I Buonatavola Sini” nella difesa della produzione del “Pecorino Romano del Lazio Dop”.
Non ci sono margini di dubbio, né di incertezza.
“I Buonatavola Sini” sono l’unica industria laziale che produce “Pecorino Romano del Lazio Dop”; che aumenta continuamente la quantità di latte di pecora trasformandolo in pecorino; che migliora la qualità della produzione; che assicura certezza e regolarità nel pagamento del latte conferito dagli allevatori.
Per la filiera ovina del Lazio un punto di forza importantissimo che va sostenuto e rafforzato. Siamo sullo stesso piano, per il ruolo nella filiera, della Ilco di Piero Camilli per la carne ovina.
Senza questi due presidii della filiera ovina, per gli allevatori del Lazio sarebbe tutto più difficile.
Nel contenzioso con il Consorzio di Tutela del pecorino romano, relativo al contingentamento della produzione e alla attribuzione di quote, la Cia si costituirà in giudizio al Tar del Lazio “ad adiuvandum” al fianco de “I Buonatavola Sini”.
In primo luogo perché il Consorzio di Tutela ha approvato la proposta di Programmazione dell’Offerta di Pecorino Romano senza nemmeno informare i produttori del Lazio, siano essi trasformatori o allevatori.
In secondo luogo perché attribuire al Lazio una quota di circa 6.000 q.li di Pecorino Romano sui 270.000 q.li complessivi della programmazione dell’offerta, è del tutto inaccettabile. Si vuole impedire a Capuani ed ai “I Buonatavola Sini” di aumentare la produzione di “Pecorino Romano del Lazio DOP” e di espandere le proprie quote di mercato.
La Cia, insieme alla Coop. Doganella, ha interessato della vicenda la Regione Lazio ed i consiglieri regionali viterbesi, in primo luogo Riccardo Valentini.
Abbiamo ottenuto una audizione della commissione regionale Agricoltura che, con una propria Risoluzione, ha impegnato la giunta regionale e l’assessore Hausmann ad aprire una vertenza con il Mipaaf, con la Regione Sardegna e con il Consorzio di Tutela.
Confidiamo nel lavoro dell’assessore Hausmann e dell’ Arsial che ci hanno illustrato le linee di proposta che sottoporranno al tavolo ministeriale, che la Cia condivide.
Abbiamo inoltre interessato Alessandra Terrosi, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, che si sta impegnando con altri parlamentari laziali, per convincere il Mipaaf a rivedere la valutazione relativa all’approvazione della proposta di Programmazione dell’ Offerta di Pecorino Romano.
Infine, un ruolo attivo, molto positivo, viene svolto dal comune di Nepi e dagli altri Comuni interessati, preoccupati per le ricadute occupazionali in caso di esito negativo della vicenda.
La Cia è del parere che sia necessario un accordo al tavolo del Mipaaf. In mancanza del quale, sarà il Tar del Lazio a decidere nel merito.
Sul tema della distinzione del marchio tra “Romano el Lazio ” e “Romano Sardo”, si deve prendere atto che siamo di fronte a due prodotti diversi.
I produttori sardi se ne facciano una ragione.
Il “Pecorino Romano del Lazio” non è la stessa cosa del “Pecorino Romano Sardo”.
Bisognerà ragionare approfonditamente su questo, per individuare proposte e soluzioni equilibrate e condivise, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei produttori laziali (distintività del prodotto Laziale) e sardi (continuità dell’ immagine del marchio originario).
E’ una questione di tempo, ma la strada è tracciata. Sarebbe opportuno percorrerla insieme.
Fabrizio Pini
Presidente Cia Viterbo
Petronio Coretti
Direttore Cia Viterbo
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