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Viterbo - L'area dell'ex fiera tra i possibili punti di prima accoglienza - Bando della prefettura per raccogliere le domande di enti pubblici e privati

Una cinquantina di immigrati in arrivo nel Viterbese

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L'area dell'ex fiera di Viterbo

L’area dell’ex fiera di Viterbo

L'area dell'ex fiera di Viterbo

L’area dell’ex fiera di Viterbo

L'area dell'ex fiera di Viterbo

L’area dell’ex fiera di Viterbo

Viterbo – Immigrati in arrivo a Viterbo e provincia.
Non si sa con precisione quanti, né dove, né quando ma la distribuzione è inevitabile nell’ottica di una gestione nazionale dell’emergenza. Nessuno può tirarsi indietro.

Al Viterbese spetta il dieci per cento della quota regionale. La stessa di Frosinone, Rieti e Latina, mentre sarà la provincia di Roma a ospitare la fetta più grande di richiedenti d’asilo: nella capitale e dintorni verrà dirottato il 60 per cento dei rifugiati che il Lazio può ospitare. 

La Tuscia attende una cinquantina di persone al massimo. Nulla a che vedere con i numeri astronomici delle voci di corridoio.

Si tratterà di centri temporanei di prima accoglienza dove i migranti resteranno per alcuni mesi al massimo, in attesa dell’identificazione e della verifica dei requisiti per lo status di richiedenti asilo. Se non ne sono in possesso torneranno nel loro paese d’origine. Altrimenti entreranno nel circuito dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e, quindi, nella rete dei cosiddetti centri di “seconda accoglienza”.

La vera incognita è dove andranno a Viterbo e provincia. La prefettura lavora da mesi a un piano preventivo di accoglienza. Tra le alternative possibili ci sarebbe anche l’ex fiera di Viterbo sulla Cassia nord. Altre adesioni sarebbero arrivate da privati che hanno risposto alle manifestazioni di interesse di giugno e luglio della prefettura. L’ultima scadeva il 10 agosto. Entro quella data, tutti i soggetti intenzionati a mettere a disposizione spazi da adibire ad aree di accoglienza dovevano presentare la propria domanda in prefettura. All’ufficio protocollo ne sarebbero arrivate diverse.

L’organizzazione è completamente delegata alle strutture, chiamate offrire una lunga serie di servizi: pulizia, pasti, vestiti, ricariche telefoniche, ma anche assistenza sanitaria e linguistica, sostegno psicologico, orientamento al territorio, punti informativi e aree per identificazione e registrazione.

Sul modulo si legge che “il servizio potrà decorrere presumibilmente dal corrente mese di agosto 2016 e avrà scadenza il 31 ottobre 2016”, fatta salva la possibilità di interruzioni anticipate o proroghe. In definitiva: non c’è ancora una data precisa per l’arrivo dei richiedenti asilo nel Viterbese. Si parla, in realtà, del periodo successivo alle festività di santa Rosa e comunque entro la fine dell’anno.


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12 agosto, 2016

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