Montalto di Castro – E’ l’uomo di Berlusconi. L’ex cavaliere l’ha scelto per dar vita a una nuova Forza Italia. Per rimettere insieme i pezzi di un centrodestra sempre più diviso.
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Stefano Parisi a Montalto di Castro. Il manager che ha sfidato Beppe Sala a Milano, nella cittadina marittima per parlare di Italia, Europa e area liberal popolare. Ad accoglierlo, il sindaco Sergio Caci. A intervistarlo il giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo.
Si parte dalle elezioni amministrative. “E’ stata una campagna politica intensa, ma anche piena di energia. Un’energia che riescono a dare solo i cittadini. Una sensazione unica ma anche un impegno gravoso perché, ancor di più di altri ruoli politici, il sindaco deve rispondere direttamente alle richieste degli elettori”.
Ma qual è lo stato dell’arte della politica italiana? “Siamo al centro di una politica troppa urlata. Ai cittadini non interessa nulla che il politico di turno si attacchi con quell’altro. Si è creato un corto circuito che ha portato a una continua disaffezione dei cittadini dalla cosa pubblica. Troppe persone continuano a rimanere a casa durante le elezioni, e questo è il problema numero uno”.
Problema numero due: “Basta con i politici di mestiere, che non hanno fatto nient’altro nella vita. Va trovata una mediazione con la proposta dei 5 stelle. Raccattare persone random e metterle al potere è solo una presa in giro. Fare il presidente del consiglio è difficile. Non ci si può improvvisare”.
Poi l’affondo a Renzi. “Non è un premier capace. Non ha la giusta esperienza, perché in pochissimo tempo ha fatto un quintuplo salto a cui non era pronto. I giovani devo iniziare a fare politica. A capire che le sorti dell’Italia dipendo anche, se non soprattutto, da loro”.
Poi immigrazione e riforma costituzionale. “Non è vero che non c’è un’emergenza profughi. Bisogna tirare il freno, serve un piano. La Lega ha intercettato il malessere, ma butta troppa benzina sul fuoco. Basta con immigrati che bivaccano. Non è colpa loro, ma di una politica inesistente che non capisce che deve fare rispettare le leggi dello stato a chi viene in Italia.
La riforma costituzionale, invece, è troppo confusa. Serve un governo più forte e stabile, che faccia scelte più rapide. Una sola camera e un premier che decida quali sono i suoi ministri. Renzi non ha fatto altro che aumentare la confusione. Per esempio, che bisogna fare con le regioni? O si eliminano, e a me non dispiacerebbe, o se ne creano quattro o cinque macro”.
Per Parisi serve un’Italia smart, efficiente e snella. Un paese amico dei cittadini. “Per il momento la politica non ha la forza e gli attributi per farlo. E’ impensabile che centinaia di imprese, nel viterbese come nel resto d’Italia, abbiano chiuso per colpa di eccessi burocratici. Tassazioni troppe alte e sistemi di controllo infernali le hanno uccise. Soprattutto quelle più piccole”.
Poi l’Europa. “Sia amica delle nazioni che la compongono. Impari a essere rispettosa delle differenze interne. L’Italia con le sue caratteristiche e la Francia, la Germania e la Grecia con le proprie sono la forza e la ricchezza dell’Unione”.
Da quali problemi ripartire? “Immigrazione, pubblica amministrazione e riforme sanitarie. Ma anche sud Italia, agricoltura e turismo. L’Italia deve ripartire da qui. Come Forza Italia e tutto il centrodestra. Berlusconi mi ha chiamato per dare un semplice contributo a un’area politica ammaccata. Ammaccata come lo sono tutte le altre, anche il Movimento 5 stelle”. Un semplice contributo, eppure… “Se ci dovessero essere le primarie del centrodestra, mi candiderei. Senza nessuna esitazione”.
L’intervento di Parisi al centro servizi di via Tevere a Montalto Marina. Accanto al nuovo braccio destro di Silvio Berlusconi, il sindaco Caci. Non è la prima volta che i due si vedono. Il primo incontro a fine giugno, ma era privato.
Ad ascoltare Parisi duecento persone, o poco meno. Ha parlato di politica, economia, Italia ed Europa. Poco della Tuscia. Eppure in prima fila era pieno di esponenti, militanti e sindaci viterbesi di centrodestra. Da Battistoni a Giulio Marini. Da Aurigemma a Giovanni Arena.
Raffaele Strocchia
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