Viterbo – (g.f.) – Sessantamila euro. Tanto costa far girare la macchina a palazzo dei Priori.
Tra consigli comunali e commissioni, è la somma stanziata per il 2016. A prova d’inflazione.
Nessun aumento rispetto allo scorso anno. Il gettone di presenza, dovuto a ciascun consigliere per ogni riunione, non è cambiato. Ammonta a 53,45 euro lordi.
Altri ventimila euro sono stati impegnati, poi, per l’Irap dovuta per legge.
A luglio, complici le sedute dedicate all’approvazione del bilancio, i consigli comunali sono stati sette. Ma in pochi sono riusciti a fare l’en plein. Sette su sette.
Solo tre: Sergio Insogna (Gal), Francesco Moltoni (Gal) e Christian Scorsi (Pd). Loro non se lo sono perso uno.
Ma è Moltoni il vero stoico a palazzo dei Priori. È il solo ad avere fatto 13. Oltre alle sette sedute di consiglio, ha partecipato pure alle tre riunioni in prima commissione e alle altrettante in seconda.
Solo Gianmaria Santucci (Fondazione) può vantare d’essersi avvicinato al collega d’opposizione, arrivando a 12, sei consigli e altrettante commissioni.
Sul fronte opposto, Filippo Rossi (Viva Viterbo) e Goffredo Taborri (Conservatori e Riformisti).
Ma in questo caso il conteggio delle presenze non è attendibile. Basato infatti, sui gettoni di presenza percepiti.
Si può essere presenti a un’intera seduta, non rispondere all’appello finale e si perde il diritto al rimborso. Pur avendo partecipato ai lavori.
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