Lignano Sabbiadoro – Un mese senza notizie.
Di Marco Rovai, il 21enne di Ronciglione scomparso da Lignano Sabbiadoro (Udine), ancora nessuna traccia. Il cellulare è irraggiungibile, alle forze dell’ordine non è arrivata nessuna segnalazione e lui non si è fatto vivo.
L’angoscia di papà Stefano e mamma Fiordaliso Santana (originaria di Santo Domingo) va avanti da un mese. Pochi giorni dopo la scomparsa, il padre ha lanciato un appello su Facebook. E’ ancora lì, in primo piano, sulla sua bacheca: “Se qualcuno lo avesse visto, per favore, mi contatti al 3246365083. Grazie!”.
Marco se n’è andato il 16 luglio, lasciando ai familiari un biglietto poco credibile: “Tranquilli, mi farò sentire. Non cercatemi, tornerò io a casa. Ho trovato una ragazza, con lei voglio restare un po’ da solo e vedere come è la vita. Vi bacio, statemi bene. Andiamo a fare volontariato in Africa e Asia, dove è la guerra”. Un desiderio nato dal nulla. Del progetto di andare all’estero a fare volontariato Marco non aveva mai parlato in famiglia. Quella stessa fidanzata, nessuno l’ha mai vista. Né i genitori, né i cugini o gli amici di Marco. Tutti ora aspettano sue notizie. Attendono che Marco si faccia vivo con qualcuno. Mentre le ricerche proseguono, senza sosta, in tutta Italia.
Sembrerebbe che nei giorni precedenti la scomparsa i suoi l’avessero visto un po’ più nervoso del solito. La sera prima della scomparsa, in particolare, Marco aveva ricevuto una telefonata. Alla madre avrebbe detto che “non era nessuno” e che “avevano sbagliato numero”. Ma il 21enne non sembrava troppo convinto.
Per il resto, un ragazzo come tanti, diviso tra gli amici e il lavoro stagionale in uno stabilimento balneare di Lignano. La mattina di sabato 16 luglio la madre lo aveva svegliato prima di andare a lavorare. Al rientro, ha trovato il biglietto di Marco e ha chiamato subito i carabinieri. Non si sa neppure com’era vestito quando si è allontanato da casa, perché i genitori erano già usciti di casa per andare a lavoro, convinti che anche Marco ci sarebbe andato come tutte le mattine. Ma allo stabilimento balneare nessuno l’ha visto.
Tra fine luglio e inizio agosto segnalazioni sono arrivate, ma non hanno dato alcun impulso alle indagini. Le forze dell’ordine avrebbero accertato che la persona indicata da testimoni non era Marco, ma un ragazzo che gli assomigliava. La speranza che si trattasse di lui era già debole in partenza: ai carabinieri era stato indicato un giovane con dei tatuaggi. Ma Marco non è tatuato.
Marco Rovai è alto un metro e ottanta, capelli e occhi scuri. Da casa avrebbe portato via solo il cellulare (ancora irraggiungibile), la carta d’identità, contanti, qualche vestito e un paio di scarpe grigie. Niente altro. Non ha con sé nemmeno il passaporto. Anomalo, se davvero voleva mettersi in viaggio per un altro continente.
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