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Riceviamo e pubblichiamo – L’associazione “Il Bullicame”, visto il silenzio del Comune di Viterbo, visto anche il silenzio, di tutti i rappresentanti dell’opposizione, visti inutili i tentativi fatti in loco per fare tornare l’alimentazione alle pozze che si trovano a ridosso della “callara”, ha preso carta e penna ed ha scritto tre raccomandate in Regione Lazio: all’assessore del settore, Pietro di Paoloantonio, a Riccardo Ascenzo e a Patrizia Refrigeri, dirigenti della polizia mineraria regionale.
Nella lettera, l’associazione denuncia la penuria di acqua che alimenta le pozze e la strana concomitanza con i lavori fatti al “pozzetto” all’interno dell’area delle Terme dei Papi.
Dopo aver ricordato come i lavori fatti al “pozzetto” nel lontano 1993 hanno determinato il prosciugamento dei pozzi “Gigliola” e “Uliveto” togliendo tutto l’approvvigionamento di acqua termale alle Terme ex Inps, l’Associazione chiede di verificare se i lavori (autorizzati dalla Regione?) effettuati nel periodo estivo appena trascorso, possono aver prodotto quest’altro risultato negativo. A nome dei suoi oltre 500 iscritti, l’associazione chiede una verifica urgente sulla quantità di acqua termale che preleva la Società S.G.T., che, come risulta dai contratti dei sub concessione in essere, dovrebbe utilizzare un quantitativo massimo di 14 litri al secondo.
In ultima analisi l’associazione chiede ancora di verificare se in Comune o presso gli uffici regionali, esiste un progetto per i lavori che sono stati eseguiti al “pozzetto”. Chiede inoltre di controllare se il comune di Viterbo, in qualità di concessionario, pone in atto tutti i monitoraggi tecnici, per far rispettare il prelievo di 14 litri al secondo, secondo quanto previsto nel contratto di sub concessione, al fine di non depauperare l’acquifero termale.
Giovanni Faperdue
Presidente dell’associazione “Il Bullicame”
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