Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 novembre sì è spento in Montefiascone Giovanni Patara.
Il “sor Giovanni” se ne è andato ed ha lasciato in noi amici e conoscenti un ricordo indelebile.
Giovanni è stato un apprezzatissimo giocatore della Viterbese del dopoguerra un centravanti di razza che ha fatto la storia del calcio locale e ora credo rappresenti anche la nostalgia dei molti vecchi appassionati.
Ma non vorrei parlare di questo che è un aspetto legato ai ricordi di quanti come me da bambino ne hanno vissuto le gesta, ma vorrei con forza evidenziare la sua affezione per i colori gialloblù e la sua disponibilità quale allenatore, al tempo non occorrevano abilitazioni, di correre al capezzale della squadra ogniqualvolta veniva chiamato in presenza di difficoltà di ogni genere.
Con grande modestia e spirito di servizio poi, era sempre pronto a rientrare nei ranghi di allenatore delle squadre minori dove è stato un padre e un riferimento di molte giovani generazioni che lo hanno apprezzato per la sua semplicità, la sua schiettezza, la sua passione e il suo esempio di uomo che credeva fermamente nello sport, quello vero.
Io, giovane calciatore viterbese suo allievo negli anni 60, conserverò sempre il suo ricordo e mi auguro che anche Viterbo sportiva voglia assumere delle iniziative per rinverdire l’immagine di questo esemplare e mitico personaggio.
Giuliano Ragonesi
Segretario nazionale associazione italiana allenatori calcio, centro tecnico Figc Coverciano
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