Riceviamo e pubblichiamo – La giornata internazionale contro la violenza sulle donne offre la possibilità di fare una riflessione che lascia, purtroppo l’amaro in bocca.
Nel migliore dei mondi possibili non dovrebbe essere necessario parlare di questo argomento.
I dati palesano, aimè, una realtà sconfortante che non permette di abbassare la guardia sul tema. La violenza fisica nei confronti della donna è sicuramente il livello peggiore di una scala che però vede altri elementi da non trascurare.
Violenza è, infatti, anche lo stereotipo sessista e la discriminazione. Sebbene siano stati fatti dei passi in avanti, sono ancora troppo poche le caselle importanti occupate da donne: ai vertici delle grandi aziende, alla direzione di quotidiani o telegiornali e soprattutto in politica.
Condannare e contrastare la violenza fisica e sostenere in tutti i modi le vittime di questi gesti vigliacchi, aiutandole ad uscire da quel silenzio che le fa sentire sole: queste devono essere le priorità.
In questo senso è importante il ruolo di quelle realtà che si confrontano quotidianamente con questo mondo e penso, per fare un esempio, al grande lavoro che portano avanti sul territorio viterbese tutti i giorni, da più di dieci anni, le volontarie del Centro antiviolenza gestito dall’associazione Erinna, offrendo aiuto e assistenza alle donne vittime di maltrattamenti.
Parallelamente però, e la giornata internazionale è l’occasione per farlo, c’è bisogno di una costante sensibilizzazione per fare sì che la presenza femminile nei ruoli nevralgici della nostra società diventi un elemento naturale e scontato, un tema di cui non si senta più la necessità di parlare.
A quel punto, mettendo al bando gli anni degli stereotipi e delle umiliazioni che il berlusconismo ha saputo incarnare nel migliore dei modi, potremmo dire di aver fatto una grande conquista di civiltà.
Emanuele Trevi
Il segretario Pd Vetralla
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY