![]() Un'immagine dell'incontro |
Riceviamo e pubblichiamo – Si è aperto ieri il ciclo di presentazioni contro-culturali “Percorsi di Livingstone”. Ed è proprio in compagnia di Livingstone che la sala conferenze di Palazzo Carletti, gremita per l’occasione, ha percorso questa prima tappa alla ricerca (o alla riscoperta) della propria identità.
Con Alessandro Amorese abbiamo raccontato e reinterpretato in chiave sorprendentemente moderna la figura di Beppe Niccolai, che non a caso è stato scelto come aprifila di questo nuovo festival viterbese: un uomo quasi profetico, che già dalle fila del Movimento sociale italiano combatteva i privilegi di quella che oggi chiameremmo “casta”, e soprattutto predicava la politica come servizio e non come carriera.
Abbiamo voluto, con questo primo appuntamento, coniugare le esigenze di due generazioni: quelle dei tanti giovani che si sono stancati di essere continuamente rappresentati come bamboccioni apatici e senza sogni, ma che al contrario sentono il bisogno di approfondire la memoria storica che tiene unita la comunità nazionale, e quelle dei veterani, che quell’identità hanno contribuito a costruirla e che hanno il preciso dovere di non perdere mai di vista.
Tanti i temi affrontati: il rapporto di Niccolai con il mondo giovanile, la sua apertura nei confronti delle istanze politiche fino ad allora antagoniste, come il Psi di Craxi o addirittura il Partito Comunista, ma anche la sua convinzione (che lo rende tremendamente attuale) della necessità di ristabilire il primato della politica sull’economia, inficiato da una non meglio specificata finanza internazionale, o mercato, che in ultima istanza finisce per svuotare di senso ogni forma di democrazia popolare e sovranità nazionale.
“Guai a quella comunità politica che diventa indifferente alla propria cultura fondante”, diceva Beppe Niccolai. Guai a quei giovani, aggiungerei, che rinunciano a essere attori protagonisti del proprio futuro. E guai a chi pensa di relegare il mondo giovanile a una primavera, in cui si viene automaticamente inseriti se si è under-35, in attesa di entrare a far parte della prima squadra: un mondo giovanile attivo e propositivo, ma soprattutto critico e libero, con tanta voglia di incidere ed influenzare lâandamento del mondo circostante esiste, e ieri era presente alla prima tappa di questo Percorso di Livingstone.
Ringraziamo infine le associazioni E’ Rabbia è Amore Tuscia e Sentimento Popolare, con i rispettivi presidenti, i consiglieri Luigi Maria Buzzi e Giuseppe Talucci Peruzzi, che hanno sposato l’iniziativa e ne hanno permesso la realizzazione.
Chiara Frontini
Coordinatrice “Percorsi di Livingstone”
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