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Rivelazioni della De Gregorio - Interviene l'ex segretario provinciale del Pd Angelo Allegrini

La Bonino s’è boicottata da sola

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Angelo Allegrini

Riceviamo e pubblichiamo – Non per difendere Fioroni e neppure il Pd che di colpe – a volerle cercare – ne hanno ben altre, ma solo per un minimo di onestà intellettuale, da ex segretario provinciale, mi sembra giusto esprimere un paio di considerazioni su una vicenda, quella della Bonino su cui occorrerebbe stendere un velo pietoso.

Questo perché gli attori principali, nella circostanza, a tutto hanno pensato meno che agli interessi dei cittadini della nostra regione.

A partire da Marrazzo che ci ha lasciato in brache di tela e oggi cerca di riaffacciarsi in qualche modo sulla scena.

Ricordando Mazzoli, all’epoca segretario regionale del Pd, fuggito a Roma dalla Provincia di Viterbo per evitare una sconfitta elettorale annunciata e raccoglierla una assai più bruciante nel Lazio.

Per finire a Lucio Alessio D’Ubaldo, braccio destro e mente pensante dei pericolosissimi fioroniani romani, primo a ipotizzare – contro tutti – sostenere e riuscire finalmente a candidare alla presidenza della regione più cattolica d’Italia Emma Bonino, radicale.

Non vi sono prove ma dicono le male lingue che ciò in virtù di un pactum sceleris per cui al povero D’Ubaldo, provvisto delle sole cariche di parlamentare e presidente dell’Agenzia Regionale di Sanità, sarebbe spettata in cambio la vicepresidenza del Senato.

Forse la signora De Gregorio non ricorda uno dei primi video della campagna elettorale, Emma-Avatar, in cui si vede la nostra pasionaria dichiarare la sua intenzione di abbattere il nemico storico di sempre mentre i fotogrammi scorrono sulle immagini di papa Giovanni Paolo II che benedice la folla in piazza San Pietro?

E neppure sa che in quel periodo di campagna elettorale misteriosamente non si potevano fare iniziative tra le 14 e le 17 e i maligni dicevano perché la candidata doveva fare il pisolino.

O che la signora Emma, già commissario europeo, già questo e già quell’altro, non si è degnata mai di volersi incontrare con il segretario provinciale del partito che magari le faceva pure schifo ma era comunque il più grande partito della coalizione a suo sostegno.

Piuttosto che aprire polemiche di dubbia utilità lasciamo dunque perdere le dietrologie bizzarre e stendiamo, ripeto, un velo pietoso su un periodo della storia politica del centrosinistra che probabilmente è meglio dimenticare.

Angelo Allegrini

Ex segretario provinciale Pd


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30 novembre, 2011

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