Soriano nel Cimino – Nascosta a Soriano nel Cimino.
Era nel paese della Tuscia la mente del Fai, la federazione anarchica informale. Anna Beniamino, tatuatrice 46enne nata a Sanremo, è finita in manette nell’ambito di una vasta operazione della polizia contro l’organizzazione anarchica. La donna è stata arrestata nella notte tra lunedì e martedì dagli uomini della Digos di Viterbo.
Si trovava a casa di Stefano del Moro e Claudia Cospito, indagati per l’appartenenza alla stessa associazione. Sono il cognato e la sorella di Alfredo Cospito, compagno di Anna Beniamino. Anche Cospito, condannato a 9 anni per aver gambizzato Roberto Adinolfi (amministratore delegato Ansaldo), è ritenuto la mente dell’organizzazione.
Insieme a Beniamino e Alfredo Cospito sono state arrestate, in tutta Italia, altre cinque persone. Otto gli indagati, tra cui Del Moro e Claudia Cospito. A tutti è contestato il reato di associazione finalizzata al terrorismo. Secondo gli investigatori, si tratta di anarchici disposti ad uccidere. Non solo le forze dell’ordine, ma anche gente comune.
A Cospito e Beniamino sarebbe contestato l’attentato del 5 marzo 2007 nella zona pedonale del quartiere Crocetta di Torino. Tre bombe esplosero accanto a dei cassonetti per i rifiuti. Secondo gli investigatori, in questo caso, come nell’attentato del 2 giugno 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), l’obiettivo degli anarchici era quello di colpire le forze dell’ordine ma anche i cittadini.
E’ stato attribuito sempre alla coppia Cospito-Beniamino l’attentato del 24 ottobre 2005 ai carabinieri del Ris di Parma, e quello del 2 novembre dello stesso anno all’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati.
Nonostante la mente si trovasse a Soriano, la base dell’organizzazione era rimasta a Torino. Per tredici anni ha seminato il panico scatenando cinquanta azioni di natura terroristica eversiva. Un elenco lungo di azioni.
Oltre agli attentati del 24 ottobre e del 2 novembre 2005, del 2 giugno 2006 e del 5 marzo 2007 agli arrestati è contestato: l’attentato del 24 maggio 2005 effettuato tramite l’invio di ordigni esplosivo incendiari a Daniele Giovanardi, al questore protempore di Lecce Giorgio Manari e al comando della polizia municipale di Torino. Attentati che sono stati rivendicati dalla cellula Narodnaja Volja/Fai.
C’è poi l’attentato effettuato tramite l’invio di plichi esplosivi, recapitati a inizio luglio 2006, alla sede torinese della ditta Coema Edilità, al sindaco di Torino Sergio Chiamparino e al direttore del quotidiano Torino cronaca Giuseppe Fossati, rivendicato dalla compagine Rat/Fai.
E l’attentato del 7 maggio 2012, commesso a Genova con l’utilizzo di un’arma da sparo ai danni di Roberto Adinolfi, amministratore delegato Ansaldo, rivendicato dalla cellula Nucelo Olga/Fai-Fri.
La Federazione informale anarchica è strutturata per nuclei e opera con diverse sigle. Negli anni di indagine, gli investigatori hanno analizzato una montagna di materiali che ha permesso di identificare la struttura associativa e l’evoluzione internazionale della Fai.
Soriano nel Cimino, l’arresto della donna
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