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Viterbo - Domenica 4 dicembre le celebrazioni al santuario della Quercia

Dieci anni di delegazione costantiniana

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Riceviamo e pubblichiamo – II sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio fin dalla sua remotissima origine si propone la glorificazione della croce, la propagazione della fede e la difesa della chiesa, alla quale è strettamente legato per speciali benemerenze acquisite in Oriente come baluardo della Cristianità e per molteplici prove di riconoscenza e di benevolenza avute dai sommi pontefici lungo i secoli.

E’ così non è solamente precipuo dovere dei cavalieri Costantiniani di vivere da perfetti cristiani, ma è proprio di essi l’associarsi a tutte quelle manifestazioni che concorrono all’incremento dei principi religiosi nella società e cooperare con tutti i mezzi perché si ridesti nella pratica la vita cristiana. Sotto la guida dell’attuale gran maestro – Sar l’infante di Spagna Don Carlos di Borbone- , l’ordine, oltre a rinsaldare maggiormente la sua secolare istituzione, conciliandola con le esigenze dei tempi, si propone anche di dare il suo maggior contributo di azione e attività alle due grandi opere dell’assistenza e della beneficenza.

La commissione per l’Italia dell’ordine ha nominato nel 2001 Roberto Saccarello, delegato dell’ordine per Viterbo e  la Tuscia. Si sono rinnovati così i tradizionali legami tra il nostro territorio e l’antichissima milizia costantiniana, divenuta alla fine del XVII secolo, per volere del duca Francesco, ordine dinastico e familiare dei Farnese, che la dotarono di beni destinati a scopi benefici.

Nella Città dei Papi i Cavalieri Costantiniani i hanno il loro punto di riferimento religioso nella Chiesa agostiniana della Santissima Trinità, Santuario mariano cittadino, dove si riuniscono ogni prima domenica del mese per partecipare alla liturgia eucaristica delle 11,30 e per cantare l’antifona Salve Regina dinnanzi alla venerata effige della Madonna Liberatrice.

Essi, inoltre, partecipano, indossando il tradizionale mantello azzurro ornato della Croce di Costantino, a molte  cerimonie religiose nell’ambito delle Diocesi dell’Alto Lazio. Dal primo dicembre 2007, la delegazione di Viterbo e della Tuscia ha assunto la denominazione di delegazione della Tuscia e Sabina.

Oltre a essere impegnata nei compiti istituzionali dell’ordine, la delegazione contribuisce a sostenere la casa di accoglienza per le madri in difficoltà “Madre Teresa di Calcutta”, aperta il primo marzo 2001 nella diocesi di Viterbo, e presta con continuità il suo aiuto anche ad alcuni monasteri di clausura. Attraverso suoi cavalieri impegnati in missioni di pace, ha inoltre fornito materiale sanitario e generi di prima necessità alle popolazioni dell’Irak e dell’Afghanistan.

ll decennale della delegazione verrà celebrato domenica prossima al santuario di Santa Maria della Quercia. Alle 12, l’arcivescovo Francesco Gioia, delegato pontificio per la basilica di Sant’Antonio in Padova, officerà una messa, al termine della quale i cavalieri costantiniani si consacreranno alla Vergine. Seguirà una riunione conviviale alla Domus e una conferenza del cappellano costantiniano P. Rocco Ronzani -v. Preside dell’istituto patristico Augustinianum – sul tema “Il culto della Croce nel Cristianesimo antico”.

L’evento sarà ricordato anche attraverso l’emissione di una speciale cartolina commemorativa riproducente il Labaro Costantiniano sullo sfondo della Viterbo medievale.

Roberto Saccarello
Delegato dell’ordine per Viterbo e  la Tuscia


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2 dicembre, 2011

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