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Consiglio comunale - Marini replica alle sollecitazioni del Pd

Verde pubblico, il vecchio appalto è migliorabile

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

– Verde pubblico. Il Pd interroga. Partendo dall’appalto in esaurimento. Inadeguato. “Oltre a procedere al bando con un anno e mezzo di ritardo – fa notare Alvaro Ricci (Pd) – nel 2009 si arrivò alla gara, il progetto presenta delle lacune. Invece si è adottata una proceduta anomala. Discutibile. Che porta a errori, primo dei quali quello di programmazione.

A partire dalle cifre, sballate. Tanto che il Comune ha dovuto spendere altri 900mila euro con procedure semplificate, frammentazioni che lasciano riflettere.

Nell’elenco prezzi c’è il cambio dei fiorellini in via Marconi. Li avete visti? Ho letto sul sito che il verde pubblico è pari a 550mila metri quadrati. Sono quelli posti in gara o sono 750mila? Lo chiedo per far capire con quanta approssimazione si è proceduto fin qui, mentre apprezzo le intenzioni su come si andrà in futuro”.

Quindi Prato Giardino. “Siamo rimasti perplessi per il fatto che non fosse compreso nell’appalto – continua Ricci – il sindaco ha detto che è stato utilizzato come ammortizzatore sociale, ma non è servito, a quel punto andava affidato”.

Si è generata molta confusione. “Il Comune ha agito con estrema superficialità – sostiene Ricci – auspicheremmo che il sindaco compia accertamenti per capire cosa sia successo. Non è detto che, se qualche problema c’è, debbano pagare le casse pubbliche”.

Ieri è uscito il bando per Prato Giardino, replica il sindaco Marini. “C’è una volontà di cambiamento nell’appalto – sostiene Marini – l’esperienza di quello triennale è perfettibile. Stiamo facendo valutazioni, con il coinvolgimento del dipartimento universitario, per sostenerci nella valutazione dei nuovi standard da mettere in campo”.

Ricci pare poco convinto. Anche con il rapporto tenuto dal Comune con il Cev. Cui erano rimasti alcuni servizi del verde, ma poi la partecipata non è più stata in grado di svolgerli. L’amministrazione ha tolto la parte di compenso e provveduto diversamente. “Ma non si fa così – spiega – il rapporto deve essere regolato come una qualsiasi altra società. Se non svolge il servizio, si tolgono tutti gli affidamenti e non solo una parte. Ecco perché sulle partecipate va steso un velo pietoso”. Oggi si scopre che il costo del verde sostenuto è lo stesso di quando era affidato al Cev e addirittura l’igiene urbana costava meno.

“Invece – ricorda Tofani (Udc) – noi siamo sottoposti ad accertamenti per quelle cifre”. E il presidente Gabbianelli ricorda che anche il verde costava di meno.


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2 dicembre, 2011

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