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Viterbo - Stefano Di Meo racconta la sua esperienza alla tre giorni di Parigi dove ha incontrato Gianīs Varoufakīs

“Tre giorni per rifare il mondo” col Pc francese

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Gianīs Varoufakīs con Di Meo

Gianīs Varoufakīs con Di Meo

L'Humanité

L’Humanité

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Fetè de l’Humanitè

Fetè de l’Humanitè

Il segretario del Partito Comunista fiammingo

Il segretario del Partito comunista fiammingo

Forum sociale internazionale

Forum sociale internazionale

Grand Scene

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Stand Cuba

Stand Cuba

Stand Palestina

Stand Palestina

Varufakis

Varufakis

I pass per la festa del Pcf a Parigi

I pass per la festa del Pcf a Parigi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Tre giorni per rifare il mondo”. Un titolo alquanto emblematico e ambizioso, ma che dà il senso dello stato attuale non solo in Italia ma anche fuori dai confini nazionali: 9 – 10 – 11 settembre 2016 Paris, Fetè de l’Humanitè – Trois Jours Pour Refaire le Monde.

Tre giorni per rifare il mondo: incontri e dibattiti con tutte le sezioni e federazioni del Pcf (Partito comunista francese) e i partiti comunisti provenienti da tutti i continenti: Europa, Asia, America Latina, Africa.

La Festa si svolge vicino all’aeroporto di Parigi-Le Bourget, un’area molto vasta che accogli 1 milione di visitatori (circa) al giorno per tre giorni.

Sono ben 16 anni che ho rapporti consolidati con i compagni francesi e non è la mia volta che partecipo alla Fetè de l’Humanitè, ma devo essere sincero: quest’anno i controlli agli ingressi sono stati ancora più accurati degli anni passati, fortunatamente è – come sempre – “filato tutto liscio”.

Passeggiando nei tanti lunghi viali, tra gli innumerevoli stand, oltre agli “odori delle varie cucine etniche” si vede tanta solidarietà, tanta fratellanza e “miscuglio di razze” e si può vedere come l’integrazione sociale sia forte nel territorio francese nonostante le vicende degli attentati terroristici, mostrando – ai visitatori di tutto il mondo – una maturità sociale distante anni luce dal nostro paese.

In mente mi è venuta la frase di Ernesto Guevara che diceva … ”Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare”, su questo aspetto abbiamo molto da imparare.

Tra i mille stand di tutto il mondo, due in modo particolare voglio segnalare perché rappresentano la lotta e la dignità del popolo: quello di Cuba e quello della Palestina.

Incontri e dibattiti sulle guerre e le conseguenze della catastrofe umana mondiale, sullo stato sociale e le esperienze nei vari paesi, e di tanto altro.

Con i Compagni Francesi si sono analizzate – principalmente – le prospettive sociali che governi come quello italiano e francese (si professano socialisti?) hanno di fatto applicato leggi e regole del capitalismo selvaggio, la riprova sono le leggi sulla riforma del lavoro che spudoratamente sono l’azzeramento delle conquiste sociali e delle organizzazioni rappresentative di massa e avviano i giovani, i lavoratori a nuove (ma sempre vecchie) forme di sfruttamento.

Abbiamo ampiamente concordato, inoltre, che non governa più la “politica” ma l’alta finanza e le banche, divenendo decisive nelle scellerate scelte che prendono i governi, favorendo sempre più pochi ricchi a fronte dei popoli sempre più modernamente oppressi e sfruttati.

Ho parlato, anche, della crisi che soffre il distretto industriale di Civita Castellana, crisi determinata dalla globalizzazione e da un capitalismo arrampante che de localizza – per il massimo profitto – la produzione e gli effetti in termini di cassa integrazione, mobilità e disoccupazione sono sotto gli occhi di tutti.

Tra i vari incontri quello che mi ha incuriosito più di tutti – considerato il personaggio – è stato quello con Gianīs Varoufakīs, senza dubbio un politico particolare.

Varoufakīs con una idea politica più social – democratica ed io con le mia formazione politica comunista, ma con una analisi comune sui danni sociali provocati dalla Troika Europea, dalle Banche e dalla Finanza Mondiale dove l’arricchimento di pochi avviene sulla pelle di intere popolazioni, insomma – anche se da diverse posizioni politiche – ma tutti concordi con il tema della Fetè ovvero Rifare il Mondo.

Si percepisce chiaramente la sua formazione marxista, come anche a lui piace evidenziare.

Voglio ringraziare dell’ospitalità i compagni francesi e la frase affettuosa che mi hanno detto nel salutarci “Camarade l’année prochaine, vous ne pouvez pas manquer” …… Compagno al prossimo anno, non puoi mancare.

Per tre giorni non ho creduto di vivere un’utopia e la fiamma della speranza di un cambiamento si è ravvivata, si è vero dobbiamo Refaire le Monde: per le future generazioni, affinchè i giovani abbiamo un futuro diverso e un mondo migliore.

Stefano Di Meo
Compagno comunista


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15 settembre, 2016

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